Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

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Monti si ribella a Moody’s

Il downgrade di Moody’s ha spiazzato Mario Monti. Il premier non si aspettava il declassamento dell’Italia ed ha replicato così: “Siamo virtuosi e invece di premiarci ci puniscono”. Sulla stessa linea il ministro per lo Sviluppo, Corrado Passera: “Il giudizio di Moody’s è del tutto ingiustificato e fuorviante perché non tiene conto del grande lavoro che questo Paese ha fatto”. Il ministro ha sottolineato i buoni risultati conseguiti dall’Italia nella “gestione dei conti pubblici, nelle difficili riforme strutturali” ed ha aggiunto: “I mercati questo riconoscimento lo daranno nel tempo. Abbiamo anche avviato la strada dello sviluppo. L’Italia continuerà a fare quello che sta facendo”. Insomma, almeno nel Governo fanno quadrato intorno a Monti anche per difendersi da un nuovo assalto interno dopo il j’accuse di Confindustria il cui presidnete Squinzi ha definito “macelleria sociale” l’ultimo decreto sui tagli al welfare.
Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi mette in dubbio persino l’attendibilità di Moody’s: “Stiamo parlando della stessa agenzia che nel settembre 2008 dava a Lehman Brothers altissimi rating poche ore prima del crollo da cui tutta la crisi mondiale è originata”. I mercati, ha aggiunto Terzi, che all’epoca del fallimento della finanziaria Usa era a New York come ambasciatore italiano alle Nazioni Unite, hanno già dato prova in questi anni della “reale considerazione” attribuita a queste agenzie. Il giorno prima di fallire, il 15 settembre 2008, la Lehman Brothers aveva un rating A2 da parte di Moody’s.
Peccato che Terzi non aggiunge che nel 2008 e fino a quando al Governo c’era Berlusconi nessuno metteva in dubbio l’attendibilità di Moody’s.

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