Mer. Set 18th, 2019

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Monti si ricorda del Sud ma non promette nulla di decisivo. Dici la tua.

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«Il governo ha dedicato un'attenzione particolare al Mezzogiorno che, rispetto al passato, definirei diversa, soprattutto per la centralità della sinergia con l'Europa».

Foto: concorsarte.blogspot.com

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«Il governo ha dedicato un’attenzione particolare al Mezzogiorno che, rispetto al passato, definirei diversa, soprattutto per la centralità della sinergia con l’Europa».
Lo dice il presidente del Consiglio Mario Monti nel suo discorso alla Fiera del Levante di Bari: «Già nel decreto Salva-Italia si è trovato spazio per misure differenziali per il Sud: dagli sgravi Irap alle deroghe al Patto di stabilità interno per il cofinanziamento dei fondi comunitari, perseguendo obiettivi di coesione sociale e territoriali».
Nel decreto Cresci-Italia, ha dichiarato Monti, «sono state inserite misure per l’imprenditoria, in termini di concorrenza e riqualificazione delle rete infrastrutturale, di stimolo all’occupazione, di fiscalità di favore per i lavoratori svantaggiati o per l’apertura di nuove imprese giovanili».
Si e’ cercato di colmare il “grave ritardo” con cui vengono utilizzate le risorse comunitarie ed «è così stato lanciato, d’intesa con le regioni, un piano di azione che ha trovato nella riprogrammazione di 5 miliardi di fondi europei. Inoltre e’ stata impressa una significativa accelerazione alle delibere del Cipe, sbloccando da novembre a oggi circa 12 mld di euro destinati a investimenti pubblici nel Meridione».
Il Mezzogiorno, stando a quanto dichiarato dal Premier in terra pugliese, resta un obiettivo speciale, una componente essenziale, ma non una categoria minoritaria da tutelare per il Governo.
«Si è sostituita alla pioggia di finanziamenti di natura emergenziale una ragionata individuazione di poche priorità. Sul punto dell’assistenzialismo nefasto, voglio essere chiaro: la crescita non nasce nel Sud, come in qualsiasi altra parte del mondo, da soldi pubblici pompati in un tubo», ha insistito Monti. La crescita «è frutto di un’economia e di una società che funzionano. Bisogna abituarsi alla competitività, a investire in innovazione e ricerca. Quello che facilita la crescita è certamente l’istruzione, come la qualità dei servizi sociali e welfare. Questi elementi, nel Mezzogiorno, non sono particolarmente presenti. Attuare questi processi è ancora più importante che mettere soldi» – ha concluso il premier.
Nel suo discorso, Mario Monti ha parlato anche del rilancio del progetto di Unione del Mediterraneo.
«Bari, la Puglia, questa importante Fiera, sono inseriti in un contesto più ampio, che abbraccia le due sponde del Mediterraneo. Infatti, è prima di tutto la regione mediterranea il cuore della proiezione esterna del nostro Paese. Con questo spirito, davanti alle trasformazioni determinate dalla “primavera araba”, siamo oggi impegnati in una profonda rivisitazione delle relazioni con i paesi meridionali della regione, per il pieno soddisfacimento delle aspirazioni di libertà, democrazia e prosperità dei popoli coinvolti e per la crescita dell’intera regione».
«Importante e’ l’impegno dell’Italia per il rilancio dell’Unione per il Mediterraneo, con particolare attenzione alla sua componente progettuale, la cui valorizzazione consentirà – ha dichiarato il premier – di apportare benefici immediati, anche mediante un adeguato sostegno soprattutto alle Pmi, e di accrescere la fiducia nella cooperazione euro-mediterranea. Avvicinare le due sponde del Mediterraneo significa anche creare opportunità economiche che integrano e generano stabilità. Vi è quindi un forte impegno da parte dell’Italia a favorire le occasioni di sviluppo per i paesi della sponda sud con la partecipazione delle imprese italiane nei settori delle grandi opere infrastrutturali e dell’impiantistica, dell’energia, inclusa quella da fonti rinnovabili, del turismo e delle piccole e medie imprese in tutti i settori dell’economia, stimolando con il sistema camerale strumenti di formazione e di accompagnamento»

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