Moretti: è Natale, con il lavoro riapriamo la vita alla speranza

Moretti: è Natale, con il lavoro riapriamo la vita alla speranza

“Non possiamo che partire da quella grotta per rischiarare, passo dopo passo, il nostro cammino sempre più incerto e disorientato, che ci rende viandanti sperduti, anche nei territori della nostra esistenza”.
Sono le parole che usa l’arcivescovo di Salerno Luigi Moretti (foto) in una lettera di auguri ai fedeli. “È Natale: si rinnovi la speranza!” scrive l’arcivescovo che si propone di entrare con discrezione nelle case di tutti i fedeli, sedendosi idealmente intorno a un camino per intrattenersi e dialogare con ognuno di essi.
Il messaggio di Natale di Moretti è il terzo dalla data del suo arrivo nell’Arcidiocesi salernitana e intende essere il prosieguo del colloquio iniziato alla vigilia del Natale 2010; allo stesso tempo manifesta le preoccupazioni di un Vescovo per la sua gente in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo noi oggi. A ognuno dei fedeli Moretti offre una sola certezza: Gesù Cristo, “che nasce ancora e sempre nei nostri cuori, nel grembo della Madre Chiesa, sotto lo sguardo amorevole di Maria”.
“Non è un mistero – scrive Moretti nel testo che idealmente ha indirizzato a tutti i fedeli – che nella società delle moltitudini il rischio è quello di rimanere soli, così come nella società della comunicazione, il pericolo è l’incomunicabilità. L’opulenza non è solo il contrario, bensì lo sfregio alla povertà; e della globalizzazione continuiamo a vedere e a subire gli squilibri. Anche i soprusi e le ingiustizie, a volte, cambiano pelle per perpetuare in se stessi forme nuove. Non occorre l’aggravante della crisi economica, che c’è e pesa sempre di più sui poveri e sui meno garantiti, per toccare le soglie dello scoramento; non fosse, però, che per quel Bambino con cui fare i conti e per quella Notte Santa, che non potrà mai uscire di scena dalle speranze dell’umanità, anche la più scossa e tormentata”.
Non mancano gli accenni del Vescovo alla vita pratica e ai tanti problemi che affliggono la nostra società. Nella lettera Moretti parla di lavoro come “tema a tante facce per il nostro Natale. Lavoro vuol dire dignità e benessere per le persone, e sviluppo e progresso civile per la comunità. Ma lavoro oggi è, e deve essere, la parola chiave per aprire le porte e i cuori a una solidarietà che non va intesa soltanto come una misura contro la crisi. Solidarietà è la traduzione sociale di tutto ciò che ha per radice il comandamento dell’amore, venuto alla luce nella Persona di Cristo, nella Notte Santa di Betlemme. Se il lavoro è un diritto sancito dalla Costituzione – scrive Moretti nella lettera – la solidarietà è un dovere stabilito da una legge di diversa natura, che riguarda ancora più intimamente l’uomo”.
“Questo tempo di crisi – precisa poi il Vescovo – interpella a fondo la nostra Chiesa”.
“La crisi non la leggiamo sui giornali, né, per guardarla in faccia, abbiamo bisogno di vederla sui teleschermi. Viviamo in pieno la vita del Capoluogo e di altri centri, grandi e piccoli nella nostra Diocesi”.
Il messaggio dell’Arcivescovo, nell’intenzione è il segno di una vicinanza della Chiesa al popolo dei fedeli che, in occasione del Natale, diventa naturalmente più intensa.

(b. r.)

Barruggi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *