Morto Ed Koch, il sindaco che restituì l’orgoglio ai newyorkesi

di Vincenzo Pascale (da NY City)

ed-koch-smilingEd Koch, il sindaco più amato e più contestato della storia di New Yok City, è deceduto nella notte di venerdi 1 febbraio. Una vita vissuta per la politica: quattro anni da consigliere comunale di NY, metà Anni Sessanta del secolo scorso, nove anni da Congressman a Washington, dodici anni da sindaco di New York dal 1978 al 1980. Anni cruciali nella storia di New York.
Kock si insiediò a City Hall, battendo un lotto di candidati politicamente più accreditati di lui: da Mario Cuomo a Bella Abzug. Vinse le primarie democratiche con uno stretto margine di voti su Mario Cuomo, quando la città veniva data per spacciata dalla stessa amministrazione di Washington. Corruzione, crimanlità alle stelle, fortissime disfunzioni nei servizi pubblici uniti a forti tensioni raziali rendevano New York invisa all’America. Ed Koch, in campagna elettorale, era solito definirsi il candidato del popolo. Mantenne quella promessa quando si insiediò a City Hall quale 105° sindaco della città più grande d’America. Figlio di emigrati ebrei dalla Polonia, nacque nel 1924 nel Bronx per poi spostarsi con la famiglia in New Jersey. La seconda guerra mondiale lo clolse studente universitario al City College di New York. Fu inviato in Germania e ritornò negli Stati Uniti a guerra finita con il grado di sergente. Non riusci mai a completare gli studi universitari, ma il servizio nell’esercito americano gli permise di iscriversi alla facoltà di legge della New York University. Negli anni 50 e 60 del secolo scorso si distinse per le sue battaglie politiche pro gay e per i diritti civili degli afroamericani. Profondo e convinto sostenitore della causa di Israele non esitò a creare un fortissimo legame politico e culturale tra le città di New York e Gerusalemme, legame che dura ancora ad oggi. Eletto sindaco di New York, strappò la città dal baratro finanziario in tre anni dai quattro previsti. Creò il più grande programma di edilizia popolare degli Stati Uniti ma soprattutto fu capace di ridare a milioni di newyorkresi la gioia di vivere nella città che lui definiva la capitale del mondo. Dodici anni non priyi di forti tensioni sociali ed economiche: troppi i privilegi concessi dalle amministrazioni precedent a varie categorie e troppo pressanti le richieste dei gruppi etnici minoritari e dei sindaci. Ed Koch non indietreggiò mai rispetto alle sue posizioni. Era solito afferamare: “Sono un politico che non prende l’ulcera, la faccio venire agli altri”. Assertore di una politica urbana basata sul rafforzamento delle infrastrutture, non esitò ad impegnare il governo federale a stanziare milioni di dollari per riparare le infrastrutture ferroviarie e tranviarie della città. Prestito restituito nei tempi concordati. Al termine dei tre mandati elettorali, New York era recuperata. Una severissima poitica fiscale e un serrato controllo della spesa la resero di nuovo la capitale economica, sociale e culturale d’America. Smessi I panni di sindaco di New York, Ed Koch ritorno alla pratica legale e diviene analista politico per varie reti televisive americane. Ma soprattutto mantenne il suo impegno per la causa di Israele. Non esitò a schierarsi con Bush contro Obama su Israele, a criticare aspramente il presidente Carter per la sua riluttanza a sostenere la causa israeliana in medio Oriente. Grande appassionato di cinema teneva una rubrica settimanale su vari quotidiani newyorkesi. Molto attento ed appassionato alla cinematografia italiana, era stato colpito da Gomorra di Matteo Garrone, tratto dal romanzo di Saviano. Dichiarò: “Se è davvero così la situazione in quelle terre, allora lì non c’è più speranza. Il rito religioso si terrà lunedi nella grande sinagoga Temple Emanuel di Manhattan. Si aspettano leader politici da tutti gli stati Uniti d’America. La camera ardente è stata preparata presso la residenza municipale di New York.

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