My ‘sweet lord’ George Harrison

My ‘sweet lord’ George Harrison
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Nasceva il 25 febbraio del 1943 George Harrison. In una Inghilterra squassata dalle incursioni degli aerei di Hitler. In una Liverpool ancora proletaria. La madre irlandese, cattolica, “con tanti fratelli e sorelle”. Il padre, autista di autobus, era stato marinaio, e “sembrava che non fosse di nessuna chiesa”. Adolescente, a quindici anni, quando lavorava da elettricista, Paul McCartney lo presentò a John Lennon come uno che “sapeva la musica”. E davvero era un grande chitarrista, George. La sua chitarra “piangeva dolcemente”, come suona in italiano il titolo di ‘While my guitar gently weeps’. Entrò a far parte dei Quarrymen che divennero presto i Beatles. George era la loro anima gentile. Un’anima che incontrò il suo guru Ravi Shankar nel viaggio mistico che i ‘favolosi quattro’ fecero in India. Da allora, e sempre più, George iniziò ad emergere con un suo profilo, tra le figure ingombranti e in conflitto di Paul e di John. Ma, ad ascoltarli, i Beatles, nessun contrasto si percepiva: la loro musica accompagnava la crescita di una intera generazione. Una generazione che avrebbe tentato l’impossibile: cambiare il mondo, rompere con le convenzioni, praticare la libertà nella vita di ognuno. La mia compagna di una vita ed io avevamo ‘Something’ come ‘nostra’ canzone. Ma non ero il solo, allora, a legare i passaggi della propria esistenza alla musica di George, come di Paul McCartney e soprattutto di John Lennon. E fummo ancora in tanti, nel 2001, quando si apriva il nuovo millennio, che alla notizia della sua scomparsa pensammo che George Harrison avrebbe alla fine incontrato il suo ‘sweet lord’. Non era stato forse lui a scrivere “voglio davvero vederti, voglio davvero stare con te, voglio davvero vederti, Signore”?

Ernesto Scelza

Ernesto Scelza, laureato in Filosofia e docente di Storia, è stato leader del Sessantotto e tra i fondatori del manifesto. È stato esponente della Nuova sinistra negli anni Settanta. Giornalista, è stato redattore del settimanale Dossier Sud diretto da Giò Marrazzo, videdirettore di SalernoseraRadio e SalernoseraTv, collegate a Network nazionali, ha collaborato con Michele Santoro a Raitre. Ha collaborato con Gazzetta di Salerno, diretta da Antonio Bottiglieri. Ha operato nel settore commercio con l’estero al Porto di Salerno, ha diretto il Centro Sociale di Salerno facendone un centro di attività culturali e di iniziative sociali. Eletto consigliere provinciale con il Pds e i Ds, ha retto la delega nel settore della cooperazione internazionale e dell’immigrazione. È stato presidente della Consulta provinciale degli immigrati e delle loro famiglie e responsabile dell’Ufficio Pace della Provincia. Portavoce nazionale di Assopace, membro della Presidenza del Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani e del direttivo nazionale della Tavola della Pace, tra gli organizzatori della Marcia per la pace Perugia-Assisi. Operatore culturale, ha promosso numerose manifestazioni di approfondimento e dibattito politico-culturale. Ha organizzato i Forum internazionali sull’Iraq, l’Afghanistan, il Libano e il Medio Oriente. Ha fatto parte di numerose missioni internazionali di pace in Palestina, Libano, Iraq e nell’Africa sub sahariana. Da anni è impegnato a diffondere tra le giovani generazioni i contenuti e i valori della Costituzione italiana e i fondamenti della storia repubblicana. Ha pubblicato e curato volumi di politica e storia contemporanea e di politica internazionale.

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