Napoli con La Capria “verso l’alba del primo mattino”

Napoli con La Capria “verso l’alba del primo mattino”
di Valeria Ragno

Un nuovo libro e un film documentario per festeggiare novant’anni vissuti a tradurre le emozioni in parole e a raccontare storie e impressioni. Lo scrittore Raffaele La Capria è stato ieri applauditissimo ospite nei locali della Feltrinelli di via Santa Caterina a Chiaia in occasione della proiezione di “Caro Dudù. Un ritratto di Raffaele La Capria”, ideato e diretto da Francesco Conversano e Nené Grignaffini e della presentazione della sua ultima fatica letteraria “Doppio misto”. Il film, una produzione Rai – La storia siamo noi, è una sorta di autobiografia per immagini in cui lo scrittore, sceneggiatore e saggista diventa attore quando interpreta alcuni passaggi delle sue opere più o meno note, narratore quando racconta il passato e il presente con uguale profondità e ironia, filosofo quando indaga il mistero della vita e riflette sull’importanza dello stupore, della consapevolezza e dell’immaginazione.
Racconti e ricordi si accompagnano alle immagini dei suoi luoghi dell’anima. Napoli, innanzitutto, via Caracciolo, palazzo Donn’Anna, “dove sono nate le immagini primarie della mia formazione”, il mare di Posillipo “spesso penso che in questo specchio d’acqua ho lasciato una parte di me, il primo anello di quella catena che ancora oggi mi unisce a Napoli”. La sua famiglia, il ricordo della madre come una “presenza diffusa intorno, che più che vedere ed osservare sentivo profondamente” , il fratello Pelos, alter ego del protagonista di “Ferito a morte”, spiritosissimo e dissacratore fino alla fine dei suoi giorni, l’amatissimo cane Guappo, i suoi amici più cari, le lettere ricevute al compimento dei suoi ottant’anni, quando è straordinariamente iniziato il periodo letterario più prolifico della sua vita “perché mi sono reso conto che mi restava poco tempo”.
E poi Capri, vissuta già negli anni del dopoguerra, con Elsa Morante, Alberto Moravia, Curzio Malaparte, Dado Ruspoli, Norman Douglas, “oggi un’isola sempre bellissima ma luogo che non riconosco più”. E ancora i tetti di Roma, le sale della Biblioteca nazionale, i suoi album di ricordi, volti che riemergono da un passato più o meno lontano: Giuseppe Patroni Griffi, Francesco Rosi, Antonio Ghirelli, il presidente Giorgio Napolitano, la moglie Ilaria Occhini. “A volte penso che tutto è come un sogno, la vita è irreversibile e puoi tornare indietro solo scrivendo”. Non resta che andare avanti, ma con il sorriso di chi è pronto ad affrontare “la bella giornata” e a dirigersi, come suggerisce l’ultima inquadratura del film, “verso l’alba del primo mattino”.
L’incontro, al quale ha assistito un folto pubblico che alla fine della proiezione è intervenuto con numerose domande, è stato introdotto e moderato da Francesco Durante.

redazioneIconfronti

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