Mer. Set 18th, 2019

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Napoli, il sistema de Magistris sta già scoppiando: si rischia il caos

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7 mila tonnellate di spazzatura ferme nell’area di trasferenza di Napoli, 12 mila in tutta la provincia

All’orizzonte di profila una nuova emergenza rifiuti per Napoli, nonostante il sindaco de Magistris da tempo abbia avviato il trasferimento all’estero della spazzatura napoletana. Adesso ci sono 7 mila tonnellate di spazzatura ferme nell’area di trasferenza di Napoli, 12 mila se si considerano nel complesso le aree di tutta la Provincia napoletana. Per portarle via occorrono un milione e mezzo di euro e la rapida firma dei contratti alle ditte che hanno vinto la gara organizzata dalla società Sapna: firma che era stata rinviata perché il responsabile del procedimento aveva sbagliato l’assegnazione dei quantitativi e perché alcune imprese avevano annunciato un ricorso. Il Comune di Napoli chiede lo svuotamento dei capannoni dell’ex Icm e l’utilizzo prioritario, rispetto agli altri Comuni, dello stir di Caivano. La Sapna ha manifestato la volontà di impegnarsi su questa strada, ma i dirigenti della Provincia non si sono dimostrati convinti dell’opportunità di seguire l’azienda su questa strada: i problemi concreti restano e non sono stati risolti. I sacchetti potrebbero essere portati a Casalduni, ma per farlo servirebbero dei soldi che la Provincia non vuole far spendere alla sua partecipata e la firma dei dirigenti provinciali che per ora non è arrivata. Anche perché gli amministratori, con l’ex presidente Luigi Cesaro in testa, sono già finiti nel mirino della Corte dei Conti.
Ieri c’è stato un vertice tra Comune e Provincia che non ha deciso nulla, solo un’intesa di massima sulla possibilità di svuotare il sito di trasferenza allestito a Ponticelli in maniera da permettere ad Asìa di continuare a svuotare i cassonetti. Nelle prossime ore il sindaco potrebbe varare un’ordinanza contingibile e urgente per obbligare la Sapna a intervenire. Il bisogno della città di Napoli è svuotare le vasche dell’ex Icm.
Da giorni i compattatori restano in coda davanti agli stir che rischiano ancora una volta di scoppiare. Il rallentamento dei viaggi verso le altre Regioni (si trasferiscono 300 tonnellate al posto delle solite 800), una serie di guasti alle linee, hanno fatto accumulare spazzatura.
La società Sapna ha chiesto l’autorizzazione a nuove spese all’ente di piazza Matteotti, ma questa non è arrivata. Un sì, infatti, avrebbe inciso sulla tariffa di smaltimento che è già schizzata a 147,9 euro. Ma senza il via all’operazione la situazione potrebbe diventare drammatica già nel fine settimana. Per evitarlo il Comune si è mobilitato e così ieri sera c’è stata la riunione fiume alla quale hanno partecipato anche il presidente Antonio Pentangelo, il vicesindaco Tommaso Sodano, l’amministratore unico di Sapna Enrico Angelone, quello di Asìa, Raffaele del Giudice e l’amministratore delegato Daniele Fortini.
E in ogni caso non è detto che i trasferimenti possano andare avanti: il consiglio di Stato potrebbe decidere che quelli campani sono rifiuti ordinari e non speciali e che quindi per trasferirli è necessario l’accordo tra Regioni. Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore regionale Giovanni Romano che ha spiegato: «Stiamo monitorando costantemente la situazione, attraverso il nostro ufficio flussi, ma dalla società provinciale ha assicurato il superamento della questione entro pochi giorni. Fino al prossimo 11 gennaio, quando è prevista la decisione del Consiglio di Stato sui trasferimenti dei rifiuti in altre regioni, non vi sarà, in Campania, alcun problema di carattere generale».

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