Gio. Giu 20th, 2019

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Napoli senza personalità: Juventus di nuovo a +5

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Il cammino della squadra di Mazzarri si fa più tortuoso. Bianconeri brillanti contro la Fiorentina

mazzarriwalter_cdn.blogosfere.itDue anticipi che riguardano direttamente la vetta della classifica: Juventus-Fiorentina e Lazio-Napoli. I risultati finali non sono quelli sperati nel clan del Napoli. La Juve vince facile mentre la squadra partenopea riesce a riagguantare uno striminzito pareggio solo sul finale di gara. Adesso i punti che dividono il Napoli dalla capolista salgono a cinque: niente di deciso, sia chiaro, ma il cammino di Mazzarri e compagni adesso sembra più tortuoso.
La Fiorentina prova a fermare la Juve ma fa un buco nell’acqua. Si gioca alle 18, due ore e mezzo prima dell’incontro che vede impegnata a Roma il Napoli contro la Lazio. Stato di forma invidiabile per la Juventus che gioca una delle migliori partite dell’anno e vince meritatamente con il classico punteggio all’inglese di due a zero. Solo un inizio promettente per la squadra viola che prova a giocarsela a viso aperto commettendo per questo probabilmente un grave peccato di superbia. Troppa la libertà concessa a centrocampo, tanto per fare un esempio, a Pirlo che trova difficoltà nell’impostare il gioco per la sua squadra solo quando è stretto in una morsa che gli restringe gli spazi di manovra. Invece la Fiorentina opta per uno scontro a viso aperto ed alla fine soccombe perché i valori in campo dispiegati, al netto di mosse tattiche che possono far volgere la partita su altri binari, parlano chiaramente ed inequivocabilmente a favore dell’attuale capolista. Segna prima Vucinic con un tiro al fulmicotone che lascia di stucco il portiere Viviani; arrotonda il risultato Matri che a piede nudo impatta un invitante servizio di Vidal.
La Fiorentina fa poco o niente per cercare di riequilibrare il risultato tanto è vero che Buffon risulta quasi disoccupato per tutta la durata della gara.
Gara dai due volti, invece, quella del Napoli. È la Lazio che prende subito il comando delle operazioni e nella prima mezzora di gioco spadroneggia nella metà campo del Napoli lasciando ai partenopei solo qualche timido contropiede. Il vantaggio dei laziali non fa una grinza tanto evidente appare la supremazia degli uomini di Petkovic nei primi minuti di gioco. È bravissimo Floccari a raccogliere un invito al centro dell’area su cross proveniente dalla destra, a stoppare il pallone e ad infilarlo di sinistro nella porta di De Sanctis. È una Lazio straripante che sprizza salute e velocità da tutti i pori mentre il Napoli appare timoroso, incerto, fin troppo guardingo. Nel gergo calcistico, in casi del genere, si è usi dire che una squadra apparsa timorosa ed incerta abbia sbagliato l’approccio alla partita. Diciamo piuttosto che stasera in campo probabilmente c’erano motivazioni diverse. Più vogliosa e arrembante la Lazio; sempre prima su tutti i palloni vaganti in ogni zona del campo. Più attendista, più frastornato, quasi succube dell’avversaria il Napoli che probabilmente non si aspettava tale furore agonistico da parte degli avversari. La verità è che non è con un atteggiamento attendistico che si può aspirare a grossi traguardi. È questione di mentalità: ed in questo il Napoli deve crescere al di là del fatto squisitamente tecnico-tattico.
La partita cambia da così a così nel secondo tempo. Finalmente Mazzarri si decide a cambiare atteggiamento tattico ed inserisce Insigne per dare profondità e pericolosità alla squadra. E’ un altro Napoli adesso, specie quando la Lazio sembra essere andata in riserva di ossigeno. Adesso è Hamsik che – su ritmi diversi, sicuramente più cadenzati – può salire in cattedra e smistare palloni su palloni a Cavani e a Pandev.
Il gol del pareggio comunque arriva quasi allo scadere del tempo regolamentare e viene realizzato da Campagnaro con una semivolée sull’ennesimo calcio d’angolo battuto dalla destra.
La considerazione finale è presto fatta. Se veramente il Napoli aspira a qualcosa in più della conquista del secondo posto deve dare la sua impronta alle partite ancora da disputare fino al termine del campionato. Non è concepibile un atteggiamento rinunciatario e sonnolento al confronto di squadre che invece mettono in campo ardore agonistico e velocità di manovra. Le squadre che vogliono pensare in grande devono affrontare le gare con il piglio e la personalità che caratterizzano le prime della classe. A Roma, il Napoli non l’ha fatto. Per mezzora è stato in balìa degli avversari e solo raramente si è affacciato in area di rigore avversaria subendo passivamente le iniziative della Lazio; e questo per una squadra che vuole essere avversaria diretta della capolista Juventus non va bene.
Per intanto va detto che Il campo, tra le tante cose, ha detto che elementi come Insigne devono essere schierati dall’inizio e non a partita in corso.
(n. r.)

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