Napoli, sequestrato il mostro di cemento sui Camaldoli

Napoli, sequestrato il mostro di cemento sui Camaldoli

Un’intera lottizzazione abusiva, del valore di oltre 25 milioni di euro e realizzata in una zona soggetta a vincolo archeologico e paesaggistico, è stata sequestrata a Napoli su mandato della Procura della Repubblica. Sigilli alla struttura turistico-residenziale “Casale da Pareira”, di via Vicinale Soffritto, sul versante della collina dei Camaldoli rivolto verso il mare, al confine con Marano. L’operazione congiunta ha visto l’impiego di oltre 100 uomini tra polizia municipale, carabinieri, polizia e vigili del fuoco. L’area, che si estende per circa 53mila metri quadrati, ospita un centro turistico-ricettivo con 30 appartamenti, bar, ristorante, residence, sale per cerimonie, tre piscine, un centro benessere e un panificio. Le opere sono state realizzate tutte abusivamente, in assenza di qualsiasi autorizzazione in una zona soggetti a diversi vincoli ambientali facendo parte, tra l’altro del Parco metropolitano delle Colline di Napoli e del Piano territoriale paesistico di Agnano Camaldoli. Oltre alla lottizzazione abusiva sono emersi anche problemi ambientali per lo sversamento di rifiuti e materiali di risulta che, negli anni, è stato attuato compromettendo ulteriormente l’ambiente naturale originario. Le indagini hanno permesso di accertare come, a partire dal 1982, quando l’intera area interessata al sequestro era coperta da bosco, sia iniziata l’edificazione abusiva da parte del capostipite della famiglia Polverino, Crescenzo, ormai defunto, e proseguita dal figlio Nicola. Allora si realizzò il panificio occupando una superficie di 350 metri quadrati. Successivamente, dal 1996, sono stati edificati abusivamente ulteriori manufatti di grosse dimensioni. L’edificazione è proseguita con il completamento delle opere negli anni successivi. Nel 2002 venne riscontrata la realizzazione di impianti fognari ed elettrici, strade di collegamento, aiuole con di alberi di alto fusto e piante ornamentali, la recinzione dei fondi con muratura di tufo e l’istallazione di cancelli carrabili. Nel corso degli anni sono stati oltre 40 gli interventi delle forze dell’ordine e i sequestri che si sono succeduti nell’area, nessuno dei quali, tuttavia, è stato in grado di arrestare l’azione della famiglia Polverino, né hanno sortito effetto le condanne passate in giudicato e la confisca, allo stato ancora non definitiva, sempre per il reato di lottizzazione abusiva, emessa dal Tribunale di Napoli con sentenza confermata dalla Corte d’Appello di alcune particelle di territorio comprese nell’area sequestrata oggi. Priva di conseguenze, inoltre, l’acquisizione coattiva, da parte del Comune di Napoli, di una particella di 3.300 metri quadrati compresa nell’area centrale della struttura, operata sin dal 1997. Area sulla quale sono stati in gran parte già realizzati abusivamente gli edifici che attualmente ospitano il panificio, le abitazioni della famiglia Polverino, la reception e gli uffici amministrativi al servizio della struttura turistico-residenziale. «La trasformazione incontrollata del territorio, con il progressivo accorpamento dei terreni circostanti, l’eliminazione della vegetazione spontanea, la realizzazione di infrastrutture al servizio del “Casale da Padeira”, è continuata senza sosta, con plurime violazioni – scrive in una nota il procuratore aggiunto di Napoli, Nunzio Fragliasso – nonostante le ordinanze di demolizione emesse, ma mai eseguite dal Comune di Napoli, attraverso sbancamenti, terrazzamenti, realizzazione di strade di collegamento, muri di cinta e di contenimento, strutture ornamentali, tre piscine su livelli differenti, ampie zone di parcheggio, fino alla realizzazione tuttora in corso di una struttura turistico-residenziale ampiamente pubblicizzata su internet e attiva fino a oggi con un centro benessere e un residence». Il provvedimento, eseguito con intimazione allo sgombero coatto e alla cessione immediata di ogni attività produttiva e commerciale, è stato emesso per interrompere l’attività di illecita trasformazione di un territorio di grande valore paesaggistico, nonché in vista della confisca prevista dalla legge.

m.amelia

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