Lun. Ago 19th, 2019

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Napolitano: corruzione vergognosa, risanare la politica

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Anche all’Onu si parla dello sfacelo della politica italiana. Berlusconi glissa

Foto: adnkronos.com

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Il presidente Giorgio Napolitano tuona contro la corruzione politica italiana e lo fa con toni forti e alti, per richiamare l’attenzione del paese sul superamento di un livello di guardia pericolosissimo. “Troppi, vergognosi fenomeni di corruzione. Bisogna risanare la politica”, dice il capo dello Stato, che è tornato così sull’atmosfera che fa da sfondo al caso della Regione Lazio e sul conseguente disprezzo della legalità e della coscienza collettiva ad opera di una politica ingorda e laida. “Non è questo un contesto accettabile per persone sensibili al bene comune, per cittadini onesti, né per chi voglia avviare un’impresa” ha ribadito Napolitano, parlando durante la manifestazione indetta al Quirinale per l’inaugurazione dell’anno scolastico. “Chi si preoccupa giustamente dell’antipolitica deve saper risanare in profondità la politica. Far vincere la legge si può, come avvenne contro la mafia e come dimostrarono Falcone e Borsellino. Ma la legalità – ha aggiunto il presidente della Repubblica – si deve praticare a tutti i livelli, e dunque anche nel nostro piccolo mondo quotidiano”.
Durissime anche le parole, pronunciate nel corso dell’Assemblea generale dell’Onu, del ministro degli Esteri Giulio Terzi, che definisce “un vulnus da suturare” quanto nel Paese va in senso contrario allo sforzo del governo per la “serietà, sobrietà e trasparenza”. Terzi, inoltre, ha sottolineato che l’Assemblea generale al Palazzo di Vetro si è aperta con una risoluzione dedicata all’importanza dello stato di diritto e alla necessità di “lottare contro la corruzione”.
Innocentista e “garantista”, come al solito, Silvio Berlusconi, il quale non accetta che alla gogna sia messo solo il suo Pdl. “Nessuno può chiamarsi fuori. Tutti i gruppi nel Consiglio regionale del Lazio erano corresponsabili: maggioranza e opposizione”. La Polverini, dal canto suo, ha ribadito che non si candiderà più alla carica di governatore.

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