Mer. Set 18th, 2019

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Napolitano non fa sconti: subito il Ddl anticorruzione

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Per il Capo dello Stato è l'Europa ad imporci la moralizzazione dell'attività politico-istituzionale

«E’ l’Europa a chiederci un grosso impegno di lotta contro la corruzione». E’ quanto afferma il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, interpellato all’uscita di una mostra alle scuderie del Quirinale, rispondendo così ad una domanda sull’approvazione urgente del provvedimento contro la corruzione, attualmente all’esame del Senato. «Come mi ha messo bene in evidenza ieri il segretario generale dell’Ocse, noi in quella curva statistica siamo messi molto male. Bisogna quindi superare questa condizione che è una condizione di inferiorità rispetto a molti Paesi europei e – conclude il Capo dello Stato – rispetto alla media in fatto di efficacia della lotta alla corruzione».
Il testo del provvedimento, come è noto, è fermo da tempo in Parlamento soprattutto per colpa delle resistenze del Pdl. Ostracismo denunciato nei giorni scorsi anche dal presidente del Consiglio Mario Monti e davanti al quale il governo, anche sulla scia degli scandali che stanno travolgendo le amministrazioni regionali, dal Lazio alla Lombardia, dalla Calabria alla Campania, sembra deciso a procedere comunque speditamente. «Il limite invalicabile è l’approvazione della legge anticorruzione entro la legislatura», ha ribadito stamani il ministro della Giustizia Paola Severino. «Ho sempre chiesto interventi migliorativi, non di sottrazione e tantomeno di soppressione», ha aggiunto. «Non ho ancora letto le modifiche presentate – ha detto ancora il ministro – se ci saranno emendamenti migliorativi li prenderò in considerazione». Severino esclude invece che ci sia spazio per stravolgimenti: «Noi abbiamo costruito una piramide dove i mattoni possono essere spostati ma le fondamenta no. Questo è un provvedimento dove vogliamo coniugare l’urgenza con la serietà». Insomma, emendamenti soppressivi non verranno presi in considerazione. Quanto a un intervento sui costi della politica, compresa quella locale, il Guardasigilli ha escluso che si possa agire sul ddl anticorruzione.

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