Mer. Set 18th, 2019

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Napolitano vuole fare votare il 24 febbraio, a giorni l’annuncio

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E’ un finale nervoso di legislatura, condizionato soprattutto dalla scelta della data

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha preso atto delle valutazioni sottoposte oggi alla sua attenzione dal Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri circa la complessità e delicatezza degli adempimenti tecnici connessi al voto degli italiani all’estero, che inducono a ritenere la data del 24 febbraio per lo svolgimento delle prossime elezioni politiche più idonea per agevolare il compimento di tutti gli adempimenti necessari. È un finale nervoso di legislatura, condizionato soprattutto dalla scelta della data per le elezioni che divide le due maggiori forze della “strana maggioranza” e ha indotto il Capo dello Stato questa mattina a replicare con fermezza alle parole di Berlusconi: «Le ipotesi di data per lo scioglimento delle Camere all’esame del presidente della Repubblica, che ne ha la prerogativa esclusiva sentiti i presidenti delle due assemblee, non sono dettate da alcuna forzatura o frettolosità», è stata la risposta, chiaramente riferita a quanto detto dal leader del Pdl a Porta a Porta, del Capo dello Stato in una nota diffusa in tarda mattinata. A complicare il rebus della data del voto, la lettera inviata dal ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri al Capo dello Stato, proprio per spiegare che sarebbe meglio se il voto si tenesse il 24 per organizzare tutto al meglio. Data sulla quale converge il Pdl. A determinare quali saranno i tempi per lo scioglimento delle Camere sarà soprattutto il via libera alla legge di stabilità, ora al Senato, ma che potrebbe essere varata in via definitiva dalla Camera forse entro venerdì sera (Fini si è impegnato per chiudere venerdì i lavori). Ma non c’è solo questo provvedimento ad impegnare le Camere in questi giorni che precedono la pausa natalizia. A palazzo Madama c’è anche il ddl sulle pene alternative al carcere che Renato Schifani vuol provare a licenziare prima del fine settimana, nonostante il no della Lega. «Ci proverò davvero in tutti i modi a portare in dono a Pannella l’approvazione di questo provvedimento», dice il presidente del Senato, riferendosi alla battaglia che il leader radicale sta portando avanti per una condizione più umana delle carceri italiane. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani condanna senza appello l’atteggiamento del Pdl, parlando di «indecorosi, incommentabili i traccheggiamenti» sui tempi elettorali e sulla approvazione della legge di stabilità». Nel centrodestra, intanto, si solleva anche la questione del voto all’estero. Anche per questo, le date migliori per le elezioni sarebbero il 24 febbraio o il 3 marzo, sottolinea il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, che respinge l’accusa di voler dilazionare i tempi. «Prendiamo atto che si va verso la data del 24 febbraio» per le politiche. Questa la valutazione che arriva dai vertici del Pd. «Evitiamo di fare polemiche. Noi siamo pronti». Sono confermate, si fa sapere, le primarie per il 29 e 30 dicembre nonostante lo slittamento delle elezioni rispetto alla data ipotizzata fin qui del 17 febbraio.

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