Nasce “Ultimi” per una lotta convinta contro tutte le mafie

Nasce “Ultimi” per una lotta convinta contro tutte le mafie

Venerdì a Roma la presentazione ufficiale del presidio romano di “Ultimi”, l’associazione contro le mafie e per la difesa dei diritti dei più deboli voluta da don Aniello Manganiello e presieduta da Andrea Manzi. Di seguito un articolo scritto da una co-fondatrice del presidio che racconta, con una intensa partecipazione emotiva, la crescente mobilitazione per l’evento nel quartiere Trionfale di Roma. La manifestazione si svolgerà alla presenza del presidente della Camera Fini e del presidente della Provincia di Roma Zingaretti (qui il programma).

di Enrica Quaranta*
Don Aniello Manganiello

C’era una volta e c’è ancora un uomo con la barba nera e incolta, il capello lungo, è vestito di scuro e percorre le strade di un quartiere che molti chiamano semplicemente Scampia. C’era una volta e c’è ancora un uomo con la barba che in un quartiere di nome Scampia decide di abbattere il muro di cinta che divide la parrocchia dalla strada e da quel giorno vengono giù muri molto più alti e solidi, muri di omertà, muri di paura, muri di silenzi, muri di solitudine, muri di emarginazione…
E allora tante persone incominciano a percorrere le strade di quel quartiere e pensano che forse si possa chiamare con un altro nome … c’è chi pensa di chiamarlo lotta, chi ricerca, chi addirittura speranza, chi semplicemente non vuole più chiamarlo solo “Camorra”!
Ma i costruttori di muri riedificano subito lì dove l’uomo con la barba li butta giù.
L’uomo con la barba, però, raduna intorno a sé tanta gente onesta, che alla fine risulta essere la maggioranza. Purtroppo, più questa brava gente scende nelle strade per abbattere muri, più se ne vede comparire davanti. Ma nonostante ciò, tra lo stupore generale, la brava gente onesta non si arrende e continua a tirar giù muri. Allora l’uomo con la barba, che nel frattempo è diventata un po’ meno incolta, ma un po’ più bianca, capisce che quei muri che loro continuano ad abbattere non si trovano solo a Scampia, ma sono dappertutto, anche nella Capitale di questo strano Paese, di cui vi sto raccontando, anche in altre città, così lontane da quel quartiere chiamato Scampia, chiuse nei loro palazzi dorati, ma circondate da muri anch’esse.
C’è un sacerdote con la barba meno nera e meno incolta di prima, ma sempre e comunque un uomo, che decide allora di fondare un’Associazione di gente onesta che si propone come programma l’abbattimento di qualunque muro incroci lungo la propria strada.
E questa Associazione, nel suo Statuto, dichiara pubblicamente un principio che suona più o meno così:
“Promuovere una cultura della legalità, della solidarietà, della giustizia sociale e dell’ambiente, specialmente tra le giovani generazioni, basata sul Vangelo che in Matteo 5,6 non solo assicura la beatitudine ma la certezza che “coloro che hanno fame e sete di giustizia saranno saziati” a partire dalla condizione terrena, e, sui principi della Costituzione, nella valorizzazione della memoria storica, per le persone che hanno operato contro le mafie”.
Allora questo paese, che chiamerò Italia, si accorge che forse sta accadendo qualcosa.
Allora la Capitale di questo paese, che chiameremo Roma, sente in giro qualcuno bisbigliare che in uno storico Liceo intitolato a “Terenzio Mamiani” si sarebbero radunate tante persone per far nascere quest’Associazione.
Da prima è solo un vocio, un sentito dire che però passa lentamente, ma inesorabilmente, di bocca in bocca.
Per primi sono i vecchi amici ad accorrere, quelli che sulla strada ad abbattere muri ci stanno da sempre, prima che diventasse un luogo comune, la brava gente onesta di quel quartiere chiamato Scampia, quei ragazzi che insieme avevano abbattuto il primo muro e che ogni giorno continuano a buttarlo giù, nonostante nottetempo qualcuno lo riscostruisca. Insieme a loro accorrono tanti altri ragazzi, da ogni angolo del paese, che vogliono anche loro scendere in strada per abbattere muri, e tra di loro ci sono anche ragazzi che con il sacerdote con la barba sono cresciuti, lì nella Capitale, in una parrocchia chiamata San Giuseppe al Trionfale e sulla strada con lui ci sono sempre stati.
Il vociare cresce e scendono in strada anche altre associazioni, che di muri ne avevano abbattuti da tempi immemori, alcuni così grandi e insormontabili che nessuno credeva si potessero abbattere.
Una di queste Associazioni, la più importante, si chiama “Libera” e il sacerdote con la barba, che libero è sempre stato, dice che lui e la sua gente vogliono abbattere muri anche con lei.
E accorre anche una Onlus chiamata A.S.C.I., che addirittura va ad abbattere muri in paesi molto lontani, muri di miseria e malattia, e che vuole portare con sé i giovani della nuova Associazione, per insegnargli come abbattere i propri muri interiori. E accorrono allora, da San Giuseppe e dall’A.S.C.I., tante altre persone della stessa grande famiglia del sacerdote, una famiglia fondata da un altro sacerdote, chiamato Don Guanella, che una volta disse: “L’amore del prossimo è il conforto della vita”.
Il vociare ormai è diventato una voce sonora. La stampa comincia a tendere l’orecchio ed arriva un comunicato:
In data 16 Novembre 2012, alle ore 18,
presso il Liceo Classico Statale “Terenzio Mamiani”,
sito a Roma in Viale delle Milizie 30,
si terrà
l’Inaugurazione e la presentazione del programma
per la Legalità ed il Contrasto alle Mafie.
Anche i Garibaldini per l’Italia, nel loro spirito risorgimentale lodano l’iniziativa.
Illustri istituzioni e politici di ogni schieramento vogliono riunirsi in quello storico Liceo, mettendo da parte i colori e le bandiere, presidenti e Consiglieri di destra e di sinistra si danno appuntamento per sedersi allo stesso tavolo. Mentre fuori la crisi economica e il mal contento popolare generano sempre maggior sfiducia tra la gente spaventata e disillusa, il sacerdote riesce a radunarli tutti lì, uniti da un’unica, impensabile, utopia: “Sconfiggere le Mafie. Ogni giorno. Muro per muro”.
L’interesse verso questa nuova Associazione, ormai si fa sentire ovunque, dalle sezioni dei partiti agli oratori.
Giovani studenti e vecchiette fermano la preside all’ingresso del Liceo Mamiani per chiedere quando arriverà il sacerdote con la barba.
Arriverà il 16 Novembre, mancano pochi giorni!
Il vociare ormai è divenuto assordante. Qualcuno dice che i muri stavolta saranno abbattuti partendo dal basso, a cominciare dai più emarginati, dagli ultimi …
Dimenticavo,
il sacerdote con la barba si chiama Don Aniello Manganiello
e l’Associazione si chiama, appunto, Ultimi.

*co-fondatrice del presidio romano di “Ultimi”

redazioneIconfronti

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