Mar. Giu 25th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Nel 2014 svegliamoci e diventiamo missionari del territorio

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di Luigi Rossi
di Luigi Rossi

Decorated-Christmas-TreeUltimi giorni di un amaro dicembre. Il cardinale Bagnasco invita i giovani a non arrendersi alla crisi. Renzi fa notizia con la visita la Terra dei fuochi, luogo degradato, dove don Patriciello deve rifiutare la scorta perché si sentirebbe condizionato nel continuare ad esercitare la propria funzione di parroco.

Intanto, solo la presa di posizione dell’opinione pubblica ha indotto i parlamentari della maggioranza ad eliminare dalla legge di stabilità provvedimenti a vantaggio del gioco d’azzardo proposti con pressioni invereconde della solita lobby.

La mancanza di professionalità, se non peggio, fa precipitare nella vergogna l’Italia per quanto è accaduto a Lampedusa, isola candidata al Nobel!

Le agenzie di rating, non immuni da responsabilità per la crisi che ci attanaglia da anni, continuano a fare il bello e il cattivo tempo decidendo nel chiuso di bunker inespugnabili alla trasparenza e alla verità.

Il nostro capo del governo, per difendersi dalle critiche polemiche sulla manovra provenienti da Bruxelles, dichiara che al paese serve il senso di responsabilità del buon padre di famiglia.

Bella frase, ma di una ovvietà sconfortante: vi immaginate un politico votato al bene comune, come dovrebbe essere ogni amministratore, che si comporti come un padre irresponsabile? Eppure a volte un dubbio attanaglia la nostra mente.

Queste ed altre considerazioni sorgono spontanee leggendo i quotidiani e considerando come si sta concludendo un anno che, invece, avrebbe dovuto avviare la ripresa.

Ho auspicato di trovare qualche conforto nella mia comunità d’origine. Ma anche qui gli amministratori appaiono sempre più spiazzati al punto da sollecitare finanziamenti milionari per restaurare una piazza che non ha bisogno di ritocchi urgenti, mentre tutti si attendono nella cittadina, ormai diventata un periferico comunello, nuove idee e nuova linfa per dare speranza ai giovani.

Allora ho cercato con insistenza consolazione nella comunità ecclesiastica locale, ma anche qui sussurri, grida, viaggi su internet e consultazioni su facebook delineano un ritratto non sempre confortante.

Che fare?

La sapienza popolare, in questo caso un po’ codina, ricorda che i panni si devono lavare in famiglia, in pubblico assolutamente no, per cui sovente ci si  trova al bivio tra i suggerimenti del vangelo di Matteo, che invita a gridare dai tetti ciò che non funziona nella comunità, e la vocazione a ritirarsi limitandosi ad osservare, scelta d’indifferente tiepidezza condannata dall’Apocalisse ad una fine oscena.

Che fare? Certamente non si può, né si vuole suscitare vespai o scandalo richiamando l’attenzione su quel diacono che, per tifo borbonico, invita a partecipare ad un raduno religioso dei nostalgici di Francesco II ed aspetta «specialmente i più vicini, per ricordare quest’“uomo di Dio” che seppe guardare oltre il buio della storia». Forse il reverendo ha dimenticato che perfino l’augusto genitore non stimava molto quella testa coronata gratificandolo dell’appellativo di lasa quando ancora era solo l’erede al trono!

Che dire delle nostalgie savoiarde di un parroco che, nel celebrare le glorie di una casata non molto gloriosa ed emersa dalla sua vallata alla ribalta europea per una costante attenzione agli egoismi dinastici, continua ad esaltare anche il suo inconscio narcisismo indossandone le venerate infule?

Ai due si augura, con l’anno nuovo, l’acquisto del testo della nostra Costituzione, rigidamente repubblicana, lettura necessaria se vogliono obbedire, loro, ligi alla tradizione, al bisogno d’inculturazione da decenni raccomandato dalla chiesa italiana.

E poi, come reagire alle continue sollecitazioni di esaltazione della messa in latino, dello splendore della liturgia, del pathos del tempo che fu?

Mi chiedo: si può fare pastorale con la messa in latino in un contesto che del latino nulla conosce e dove i preti, soprattutto i giovani, non ricordano nemmeno il confiteor?

Mi pare che questi inviti siano delle scelte troppo umane, una sorta di deodorante per non sentire l’odore delle proprie pecore, al contrario di quanto è stato raccomandato negli ultimi mesi da autorevolissima voce, perché attratti dagli ori della ricchezza, dall’incenso del potere e meno dalla mirra della macerazione nel quotidiano a fianco di chi soffre.

La responsabilità è anche di chi, impegnato nella propaganda dei miracoli, troppi per la verità per credere a tutti, dimentica di formare, o di chi, pur potendo annunciare la Parola, preferisce un silenzio poco meditabondo e molto apatico, mentre altri pongono attenzione all’esorcismo o sollecitano il tripudio del rinnovamento, ma di quale spirito?

Intanto si pone rinnovata e severa attenzione alla pirotecnica processionale per cui non riesco a frenare un’assillante interrogativo: dov’è Francesco?

Per favore, nel 2014 svegliamoci e, rispetto a una tanto partenopea dolce sirena dell’attesa, usciamo dalle sagrestie, veri missionari del territorio, stendiamo la mano a chi ci attende fuori ed ha bisogno di una guida. Con tanti auguri e partecipe speranza.

 

1 thought on “Nel 2014 svegliamoci e diventiamo missionari del territorio

  1. Articolo degnissimo. Triste il commento sulla inesorabile e piu che mai necessaria riscoperta del senso del sacro nella liturgia sacra, cosi ben preservato nelle chiese cattoliche di riti orientali, pure vicinissime al loro gregge. Anzi, come insegna il diacono San Francesco di Assisi, il sacerdote San Pio da Pietrelcina, e tanti altri, non e’ la banalizzazione liturgica ad avvicinare il fedele, ma il riflesso nel santuario di cio che e’ nei cieli. Non e’ il vernacolo che avvicina i fedeli (triste esempio nel protestantesimo) ma l’insegnamento del messaggio evangelico da parte dei sacerdoti, maestri e padri in Cristo. Riavviciniamoci al santo timore di Dio, e ci sara’ piu’ dolce abbandonarci nella sua divina misericordia. Offriamo i Sacramenti con dignita’ angelica e sara’ piu’ facile servire i piu’ piccoli e bisognosi, elevandoli alla dignita’ di figli di Dio, e mostrando loro come la Chiesa, adornata nell’abbracciare Cristo Sposo come la Sposa della Bibbia, non esita poi a seguirlo anche nel fango per amore dei suoi fratelli.

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