Nel dopo-De Luca, il re è diventato nudo

Nel dopo-De Luca, il re è diventato nudo
Il regista Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro
di Pasquale De Cristofaro

Cosa può fare un giovane meridionale che non trova lavoro dopo aver studiato e conseguito una laurea con pieni voti, se non andare via e, chi s’è visto s’è visto? La famiglia ha fatto magari enormi sacrifici, eppure il sogno di veder realizzato il proprio figliolo presto svanisce come svaniscono le speranze di chi è costretto a vedersi chiuse tutte le porte in faccia da un sistema politico-economico familistico e parassitario. Certo affianco ad un Sud malavitoso, ci sono, e non sono pochi, coloro che si rimboccano le maniche e pur tra mille difficoltà fanno faticosamente, tutti i giorni, camminare aziende ed imprese sane e pulite. Ma questo, purtroppo non basta. La classe politica è inadeguata, malata com’è di narcisismo e populismo. Capi popolo che hanno la meglio su una popolazione sempre più stremata dalla crisi che non passa. Ma tanto si sa, “i nostri eroi” sono bravissimi a scaricare le colpe su chi li ha preceduti; mai pronti ad assumersi le proprie responsabilità e, soprattutto, mostrando un inossidabile attaccamento al proprio ruolo pubblico (leggasi poltrona) che neppure la magistratura e i più velenosi “si dice”, riescono a mettere in ginocchio. Si difendono a vicenda, ed espertissimi come sono a scansare la giustizia hanno così poco tempo per dedicarsi alla risoluzione dei problemi, che neppure ci provano. Noi, però, non siamo da meno. Faccio un paio d’esempi per capirci meglio. Nel caldo torrido di questi giorni che ci ha tolto il fiato e il pensiero, noi salernitani ci siamo appassionati, come tifosi di curve contrapposte, alla disputa se San Matteo dovesse o no entrare nel Municipio. Ultras del vescovo e quelli dei portatori, fiancheggiati neppure tanto larvatamente dal sindaco facente funzione, se le sono date di santa ragione. Se siamo ancora fermi a questo, il ritardo sul resto dell’Italia sarà presto incolmabile. Come è possibile che una semplice testimonianza di fede diventi motivo di contesa così violenta? Secondo esempio; noi salernitani abbiamo subito percepito che, andato via il sindaco De Luca per prendere il suo posto a Napoli, le cose cominciavano a non funzionare come prima. Dipendenti comunali in agitazione, raccolta dei rifiuti continuamente in ritardo, vigili distratti, soste in doppia e tripla fila, schiamazzi notturni a tutto andare; insomma, ci siamo resi conto di colpo di stare su una polveriera pronta ad esplodere. Ma a questo punto, ci si chiede, come è stato possibile che nel giro di poche settimane il “Paradiso in terra” diventasse un “Inferno”. Due le risposte: o De Luca è stato davvero un grande sindaco taumaturgo a cui bastava uno sguardo per mettere tutto in ordine, oppure nient’altro che una prodigiosa macchina propagandistica che ha saputo per anni tenere ben nascosta la polvere sotto i tappeti. Temo che sia vera quest’ultima cosa. Infatti, ho potuto constatare come in questi ultimi anni fosse mancata sia una stampa autorevolmente critica, sia un’opinione pubblica all’altezza. Troppa è stata la diffusa complicità dei molti (sindacati compresi) che temendo le sue ire sono stati colpevolmente in silenzio.

 

redazioneIconfronti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *