Mar. Lug 23rd, 2019

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“Nel Pdl a Salerno? Orde di faccendieri gestite da un padrone”

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Anna Ferrazzano illustra in Consiglio comunale i motivi dell’addio al partito di Berlusconi/Cirielli

Anna Ferrazzano (nella foto), candidato a sindaco di Salerno per il Pdl, oggi in consiglio comunale ha confermato la sua uscita dallo stesso partito. L’avvocato salernitano intervenendo in sede di consiglio ha però precisato: «Io non lascio nessun gruppo né alcun partito. Prendo soltanto atto della inesistenza sia dell’uno che dell’altro, anticipando di qualche settimana l’ammissione in sede di dirigenza nazionale e da parte dello stesso capo supremo di una morte accertata nonché di un avanzato stato di decomposizione». Nel suo intervento – riportato già da alcuni organi di informazione locale – ha poi ribadito «non sono andata via da nessun partito o gruppo, perché dal nulla non ci si separa. Ho preso soltanto atto di essere orfana di riferimenti che si erano palesati lungo la mia vita pubblica». Anna Ferrazzano ha poi sgomberato il campo da ogni incerta supposizione: «Tra l’essere e l’avere io ho scelto il partito dell’essere», chiudendo ogni polemica su quale partito avrebbe potuto accoglierla dopo l’uscita dal Pdl.
Durissimo l’atto di accusa lanciato dall’ex vicepresidente della Provincia, “trasferitosi” poi a Palazzo di Città dopo la sconfitta alle ultime comunali: «Avevamo sperato nella costruzione progettuale di una classe dirigente, ma ci siamo ritrovati sommersi e schiacciati sotto il peso di spregiudicati comitati di interessi che sono il simbolo del deficit di democrazia. Il partito – ha ribadito – è imploso per ammissione del suo stesso leader». Parole forti, che hanno manifestato «uno sdegno condivisibile perché mai era stato così evidente che il tanto decantato partito dei moderati era soltanto un espediente di marketing politico». La Ferrazzano ha apertamente attaccato i suoi ex “compagni” di partito, definendo «come un cancro soprattutto negli enti locali, dove orde fameliche di faccendieri sono state fatte assurgere al rango di amministratori», parlando anche di gente «proveniente da zone grigie o paludose dell’imprenditoria assistita o, peggio ancora, da aree contigue con ambienti equivoci. Ma a Salerno è avvenuto di più, molto di più, con un danno incalcolabile per le autonomie locali e i diritti delle comunità, che sono i due perni sui quali andrebbe costruita la politica». La consigliera comunale ha definito tutto quello che l’ha riguardata, la vicenda salernitana del Pdl, come «un leaderismo mirato unicamente al controllo militare del consenso elettorale, una lobby territorialmente ed eticamente identificabile, travestita con la maschera del partito». Lobby – come si legge dall’intervento riportato da alcuni siti di informazione – che avrebbe «occupato l’istituzione, gestendola per interessi certamente non collettivi». Da quanto ascoltato nel Salone dei Marmi del Comune di Salerno oggi, in occasione del consiglio comunale Ferrazzano ha avvertito: «Il padrone sappia che esiste gente libera, gente che crede nella politica perché in essa rinviene il portato della coscienza morale dei cittadini, gente che non è a disposizione né deve essere grata per inconfessabili e sotterranei patti abietti. Il padrone sappia inoltre che dichiararsi di centrodestra non significa esserlo e soprattutto che questo centrodestra non somiglia nemmeno vagamente ad uno strumento finalizzato a realizzare una società liberale sensibile alle istanze sociali». E poi un giudizio ancora più trachant sul centrodestra salernitano: «Costruisce il privilegio per chi ha e quindi dà». Contro tutto questo l’avvocato e capo dell’opposizione in Comune ha chiesto uno scatto «della mobilitazione e della leva della cultura, scongiurando il rischio che della patologia politica del centrodestra debba occuparsi la magistratura». E concludendo il suo intervento Ferrazzano ribadisce: «Ho detto no perché non si può stare da quella parte, lì c’è solo un padrone che impedisce l’agibilità democratica». L’ex vicepresidente della Provincia non dimentica il passato quando afferma: «Occorre moralità assoluta, competenze consolidate, competenze indiscutibili: e noi, invece, nella civilissima Salerno, abbiamo assistito alla rotazione di 33 assessori provinciali per misere esigenze di peso nei collegi o per contraccambiare favori politici o per altre motivazioni. Questo è stupro istituzionale. È un sacrilegio comportarsi così».

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