Nel Pdl scatta la “linea dura” di Berlusconi contro gli indagati

Nel Pdl scatta la “linea dura” di Berlusconi contro gli indagati

C’è tempo fino alle 20 di lunedì per la presentazione delle liste: ore lunghissime per il Pdl che rischia di spaccarsi proprio sulla questione delle candidature. Sul tavolo c’è il dossier “impresentabili”, oggetto di una riunione blindata a Palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi, Angelino Alfano e Denis Verdini. A sorpresa, il Cavaliere ha sposato la linea dura: fuori chi «ha problemi con la giustizia». Ma c’è da superare la resistenza dei diretti interessati. Oltre a Marcello Dell’Utri, c’è la questione della candidatura, giudicata “pesante”, di Nicola Cosentino in Campania: il deputato casertano non ha alcuna intenzione di cedere il passo. E a poco è valso, per il Cavaliere, citare “l’esempio” dato da Claudio Scajola. Il quale, peraltro, ha dato un addio tutt’altro che “sereno” allo scranno parlamentare. L’ex ministro ligure ha detto basta agli «esami da parte di qualcuno» ed ha ritirato polemicamente la propria candidatura, dopo una telefonata dell’avvocato Nicolò Ghedini. E la porta sbattuta da Scajola rischia di avere conseguenze in Regione Liguria, dove il Pdl si è spaccato e c’è la concreta possibilità che nasca un gruppo “scajoliano”. Berlusconi, che fino a ieri sembrava propenso a “salvare” gli “impresentabili” per garantismo ma anche per calcolo elettorale (hanno un ampio bacino di voti), ha cambiato idea dopo aver letto alcuni sondaggi preparati da Alessandra Ghisleri. Avere liste “non pulite” avrebbe un effetto zavorra per il Pdl su tutto il territorio nazionale. Ci sarebbero forti ripercussioni in Campania, ma soprattutto in Lombardia, regione chiave per gli equilibri del Senato. Insomma, sarebbero più i voti persi con le candidature sotto accusa che quelli del loro bacino di preferenze. Di diverso avviso, riferiscono fonti, è Denis Verdini. Il coordinatore del Pdl avrebbe sottolineato che in Campania il risultato al Senato è in bilico ed i voti di Cosentino sarebbero determinanti. A dare forza alla tesi delle “liste pulite” arriva la mossa del Pd. I democratici hanno escluso quattro candidati dalle liste elettorali, mettendo così in un angolo il Pdl. Non adeguarsi – si spiega – significherebbe prestare il fianco agli attacchi mediatici degli avversari. A Palazzo Grazioli la riunione è ad oltranza e gli spiragli di soluzione sono pochi. «Se ne discuterà a lungo – spiega una fonte – Nulla è definitivo». Cosentino, aggiungono, non ha alcuna intenzione di cedere ed ha anche rifiutato la proposta di presentarsi in un’altra lista di centrodestra. Quest’ultimo rappresenterebbe un espediente per “conservare” i voti in Campania, evitando di candidare gli “impresentabili”. A dare manforte alla battaglia di Cosentino ci sono altri deputati campani: Alfonso Papa, Marco Milanese, Amedeo Labocetta e Luigi Cesaro. In particolare, quest’ultimo fa pesare la decisione di aver rinunciato alla presidenza della Provincia di Napoli proprio per partecipare alle elezioni. Ma i tavoli di lavoro nella residenza di Berlusconi sono due. Oltre a quello sulle “liste pulite”, c’è quello per le candidature nel resto d’Italia. E già filtra qualche indiscrezione. Berlusconi potrebbe rinunciare al ruolo di capolista al Senato al Nord. Renato Schifano sarà capolista per il Senato in Sicilia, mentre Angelino Alfano dovrebbe guidare la lista per la Camera (con Antonio Martino). Per Alfano possibile anche la guida della lista nel Lazio, dove invece rischia l’esclusione l’ex An Barbara Saltamartini – riferiscono fonti interne – «per la sua “simpatia” nei confronti di Monti». Polemiche interne, invece, per la possibile presenza di Francesco Battistoni, succeduto a Franco Fiorito come capogruppo alla Regione, come numero 4 nella lista Lazio 2. Chiede spazio anche Mariarosaria Rossi, fedelissima del Cavaliere, che ambisce ad un ruolo da capolista. Sembra tramontare, invece, la candidatura di Flavio Briatore in Sardegna. L’imprenditore avrebbe preferito fare un passo indietro. In Liguria il capolista sarà Daniele Capezzone per il Senato e Sandro Biasotti alla Camera. In Calabria, oltre alla conferma di Jole Santelli dovrebbe trovare spazio Dorina Bianchi e Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato ucciso. Il governatore Giuseppe Scopeliti resterà alla Regione, tenendo fede all’impegno preso in campagna elettorale. C’è poi il capitolo dei parlamentari in bilico. Rischiano, a causa del numero di legislature, due pezzi grossi come Osvaldo Napoli e Stefano Saglia. Ci sarà, invece, l’ex ministro Maurizio Sacconi.

m.amelia

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