Mar. Lug 16th, 2019

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Nel Pdl senza leader regna il caos primarie

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Si moltiplicano i nomi di quelli intenzionati a scendere in campo

Per una candidata che fa un passo indietro, ce ne sono almeno sei che ne fanno uno avanti. Mentre Alessandra Mussolini annuncia il suo ritiro dalle primarie del PdL, si moltiplicano i nomi di quelli intenzionati a scendere in campo. E molti di loro non sono volti noti: si va da Alessandro Proto, 38 anni, immobiliarista e finanziere, a Germana Lancia, disabile “laureata, specializzata e masterizzata”. Ma la lista, seppur arrotondata per eccesso ed estesa a chi ancora è in forse – come puntualizza il coordinatore Ignazio La Russa – conterebbe già una ventina di nomi. «Candidati come funghi» dichiara l’ex ministro degli Esteri Franco Frattini «spaventato» da tanto proliferare, mentre uno degli sfidanti, l’avvocato modenese Gianpiero Samorì (fondatore del movimento Moderati in rivoluzione) mette in guardia rispetto al rischio di un “circo Barnum”. «Non abbiamo bisogno di pulci con la tosse» tuona invece l’europarlamentare Licia Ronzulli da Bruxelles. «Troppi» anche per Altero Matteoli (speriamo «non siano più di 10, altrimenti è meglio non farle»), Osvaldo Napoli, Maurizio Gasparri e La Russa, che richiamano gli sfidanti a farsi «un esame di coscienza». Per Sandro Bondi è arrivato il momento di dire «basta col ridicolo» ed invoca il ritorno del Cavaliere. Mentre si consuma il caos candidature, che vedrà il suo momento della verità solo il 25 novembre, data ultima entro la quale ognuno dovrà presentare le 10mila firme a proprio sostegno, quella della rottamatrice Giorgia Meloni rischia di creare spaccature tra i colonnelli dell’area ex An e la loro base, e volano gli stracci. Tanto che Alessandra Mussolini annuncia di voler fare un passo indietro per sottrarsi alla «lavanderia politica». «Trasformare le primarie in una squallida resa dei conti interna, è il più grosso errore che si possa commettere», sottolinea la pasionaria e attacca: «Patetico è l’atteggiamento di chi tira fuori “le unghiette” contro il Governo Monti solo ora, dopo che ne ha sempre dato l’appoggio durante il suo mandato». Meloni tace. In un Tweet Francesco Storace commenta: «La Mussolini si ritira dalle primarie. Troppe firme e tutte vere quelle da raccogliere…». I colonnelli dell’ex area An rinnovano tutti il proprio sostegno ad Angelino Alfano. Gasparri invita a non «disperdere forze ed energie in una conta interna per la quale esistono le occasioni congressuali e non certo le primarie per la premiership». La Russa non «condivide» ma «rispetta». «Al suo posto non l’avrei fatto», dice. E ancora: «Una rottura ci sarebbe se ci fossero idee diverse, ma non mi pare che questo sia il caso. E anche lei fa parte di questa classe dirigente». Matteoli getta acqua sul fuoco: «Non è una resa dei conti interna. Quella della Meloni però è una candidatura di tutto rispetto. Ciò che mi faceva paura delle primarie è che finissero come uno scontro tra ex Forza Italia ed ex An», ma su una candidatura di Mario Monti a capo di un raggruppamento di centro sarebbe pronto ad «aprire una riflessione».

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