Gio. Ago 22nd, 2019

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Nella Giornata della Meritocrazia le sfide dei giornalisti d’oggi

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In pochi lo sanno ma oggi è la Giornata della Meritocrazia. La organizza il Forum della Meritocrazia (www.forumdellameritocrazia.it) presieduto dall’imprenditore Arturo Artom, che raccoglie oltre centomila iscritti. La location è forse opinabile – Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati che da anni con la meritocrazia ha poco a che vedere – ma le finalità del convegno sono condivisibili. Vale a dire accendere i riflettori sulla necessità di una rivoluzione culturale, un vero e proprio “piano merito”, nel Paese che è la patria della raccomandazione, del clientelismo e del familismo amorale.
DeRita

Fonte: http://www.salottoprecario.it/

DeRita
Fonte: http://www.salottoprecario.it/

In pochi lo sanno ma oggi è la Giornata della Meritocrazia. La organizza il Forum della Meritocrazia (www.forumdellameritocrazia.it) presieduto dall’imprenditore Arturo Artom, che raccoglie oltre centomila iscritti. La location è forse opinabile – Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati che da anni con la meritocrazia ha poco a che vedere – ma le finalità del convegno sono condivisibili. Vale a dire accendere i riflettori sulla necessità di una rivoluzione culturale, un vero e proprio “piano merito”, nel Paese che è la patria della raccomandazione, del clientelismo e del familismo amorale. Mission impossible?
Non secondo gli adepti del Forum e soprattutto il suo promotore Artom, imprenditore e manager delle telecomunicazioni che con la sua Telsystem riuscì nell’impresa di abbattere il monopolio dell’allora Sip ed oggi è convinto che il cambio di passo è possibile, instillando i valori dell’etica, dell’impegno e della qualità anzitutto nel sistema educativo.
È invece più pessimista Giuseppe De Rita (foto) che, nel recente libro “L’eclissi della borghesia” scritto a quattro mani con Antonio Galdo, sostiene che «la meritocrazia in Italia esiste solo nei sogni e nelle utopie». Secondo il presidente del Censis la colpa è di una borghesia inesistente e della crescita smisurata di un ceto medio autoreferenziale e familista, che ha radicato un sistema di potere “orizzontale” dove la cooptazione avviene per appartenenza e non per capacità.
La soluzione? Il mercato, secondo De Rita, con la sua capacità di favorire la mobilità verticale. Il merito appunto, secondo Artom, inteso come propulsore di una società che vince le sfide del suo tempo.
Merito come affermazione delle pari opportunità. Merito nella rappresentatività, sia essa politica che dei corpi intermedi (categorie, professioni, sindacati). Merito nella scuola, nelle università e nella formazione professionale continua. Merito nella ricerca e nell’innovazione. Merito nella sanità e nel welfare. Merito nel lavoro, perché ognuno si realizzi secondo le proprie capacità nelle aziende private come nella pubblica amministrazione. Merito per gli imprenditori, che abbiano sempre la possibilità di competere ad armi pari sul mercato e che siano sostenuti nello sviluppo e nell’internazionalizzazione ma senza assistenzialismo. Merito a chi riconosce e sviluppa il ruolo sociale della propria impresa. Merito come riconoscimento a chi da il meglio di sé a prescindere dal ruolo che ricopre, al di là del ricavo economico che ne consegue.
Merito anche nel mondo dell’informazione – si legge negli Obiettivi ambiziosi del Forum – perché chi opera nei media abbia piena consapevolezza del proprio ruolo centrale nella sfida della rinascita dell’Italia: un’informazione equilibrata, positiva e propositiva, analitica, rispettosa dell’uomo.
Si muove sostanzialmente in questa direzione la Riforma delle professioni intellettuali e di Ordini e Collegi Professionali, il cui schema è stato approvato dal Consiglio dei Ministri la scorsa settimana e che dovrà confluire in un Dpr, da emanare – secondo la legge – tassativamente entro il 13 agosto. Sicuramente ci saranno ancora trattative serrate con i vari Ordini su specifici punti, del resto le novità in ballo sono tante: accesso alla professione con laurea ed esame di Stato, formazione permanente, limite alla durata del tirocinio, compenso del professionista, società tra professionisti, assicurazione obbligatoria (per approfondimenti: www.francoabruzzo.it). Va detto, però, che la nuova normativa ha un punto qualificante laddove afferma che «l’accesso alle professioni è libero e il suo esercizio è fondato e ordinato sull’autonomia e sull’indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnica del professionista». Un richiamo fondamentale per tutti i professionisti e soprattutto per i giornalisti e la loro libertà di cronaca e critica, corroborata da una deontologia rigorosa.
Speranzosi nella rivoluzione culturale prossima ventura, concludiamo allora con un’ultima citazione dal Forum: «il Merito riguarda ogni azione dell’uomo, non si fonda su risultati di breve periodo, ma è un valore che implica la persona nella sua interezza, che premia la sua capacità di realizzare il proprio Talento nel rispetto ed in relazione con gli altri».

Vera Arabino

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