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Nella macchina del festival il vero spettacolo è il travestimento

Nella macchina del festival il vero spettacolo è il travestimento

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Ci dichiariamo soddisfatti. Avevamo seguito Sanremo più di tre lustri fa, esattamente quando vinsero Elio e le storie tese con La terra dei cachi (sono certo che nessuno si ricorda, quell’anno, di un altro vincitore) e a parte la loro esibizione travestiti da Rockets non ricordo altro di quella edizione. Quest’anno, la mia seconda volta (e non sono così vecchio, non è detto che non ne veda pure una terza prima di passare a miglior vita) mi resterà meglio in memoria. Lo spettacolo non è mancato; quello che invece è mancato alla Littizzetto, per la quale Fazio ha già lanciato la consacrazione, ce lo ha fatto vedere Claudio Bisio ieri sera: gli strumenti dell’attore, e un repertorio che si allarghi oltre la patonza e il balengo. La cosa migliore Luciana l’ha fatta travestita da Caterina Caselli: un gran numero. E poi ho azzeccato, se non in pieno, diverse previsioni: per i giovani avevo visto giusto puntando subito su Antonio Maggio; e le mie personali preferenze erano da subito state dichiarate: Elio e gli Elii, che hanno portato a casa il premio di chi mastica note: la critica e l’orchestra. E poi avevo indicato, mia moglie docet, nei Modà il gruppo da tenere d’occhio (arrivati terzi), e fra i primi tre avevo anche inserito il vincitore: tal Mengoni. Dunque ora, se non fossi un po’ stanco di canzoni, si potrebbe scrivere qualcosa sul tema “Mengoni e la macchina del successo” e “Elio e la macchina dello show”. Sarà per un’altra volta.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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