Nell’Alto Molise un paese senza più giornali (né Adsl)

Nell’Alto Molise un paese senza più giornali (né Adsl)

giornali_variLa crisi del mondo dell’editoria non smette mai di sorprendere. E colpisce anche le società incaricate della distribuzione di prodotti editoriali. Sarebbe questa la motivazione per cui in un piccolo comune d’Italia, Fornelli, in provincia di Isernia – ma pare che il fenomeno sia esteso anche ad altre realtà locali – dall’inizio dell’anno ci sia un vero e proprio black-out dell’informazione. Come? I giornali non vengono proprio distribuiti nelle edicole.
La singolare vicenda è stata denunciata dal presidente del Consiglio comunale di Fornelli, Pasquale Lombardi, a Giulio Anselmi, presidente della Fieg.
Lombardi nella missiva ha segnalato la mancata distribuzione dei giornali in molti centri del Molise, oltre che nel paese che rappresenta.
«La Società incaricata della distribuzione dei prodotti editoriali – ha scritto il presidente del Consiglio comunale ad Anselmi – dall’inizio dell’anno ha interrotto il servizio in diversi comuni sostenendo di non poterne più sopportare il peso economico».
Per consentire ai cittadini di leggere i giornali, il Consiglio comunale di Fornelli ha approvato tempo fa all’unanimità un duro documento, che è stato trasmesso anche alla Fieg.
«Ma a tutt’oggi – scrive Lombardi ad Anselmi – caro presidente, il black-out continua, tra il silenzio delle istituzioni (Governo e Regione) e degli Organismi di categoria (Fieg, Garante delle Comunicazioni, Ordine dei Giornalisti e Assostampa)».
Insomma, nell’epoca di internet, delle informazioni che viaggiano in tempo reale, è possibile che in alcuni comuni dell’Alto Molise, sia addirittura difficile riuscire a leggere il tradizionale quotidiano cartaceo; un problema abbastanza serio, considerato che alcuni comuni interessati dal disservizio non sono raggiunti neppure dalla linea Adsl.
Gli amministratori di Fornelli non sono pronti ad arrendersi e preannunciano nuove mosse: chiederanno alla «Procura della Repubblica di verificare se, nella circostanza, sia stato commesso il reato di interruzione di pubblico servizio».

(b. r.)

Barruggi

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