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Nell’Italia che va a picco il Parlamento chiude per ferie

Nell’Italia che va a picco il Parlamento chiude per ferie

Sono iniziate ieri le ferie di senatori e deputati, visto che le Camere hanno concluso la loro attività e iniziato la cosiddetta pausa estiva. Eppure, i “poveri” parlamentari saranno in ferie ‘in apprensione’: i presidenti dei due rami del Parlamento, Renato Schifani e Gianfranco Fini, hanno annunciato – purtroppo per questi indefessi lavoratori – la possibilità di convocazioni ad horas per lavorare su provvedimenti urgenti, specie di natura economica. Ovvero: tutti pronti se la situazione richiederà manovre emergenziali o se il governo si troverà nella necessità di emanare decreti particolarmente urgenti. Se così non fosse, il lavoro di Montecitorio riprenderà lunedì 3 settembre con la convocazione delle Commissioni. L’Aula invece riaprirà i battenti il 5 settembre con il question time. Fini ha per precisato che «la Camera potrà riunirsi, se necessario, anche nel mese di agosto per l’esame di questioni urgenti o per la presentazione di decreti legge, specie per quanto riguarda le questioni legate alla crisi economica e finanziaria». Chiamata a rischio soprattutto per i componenti della commissione Bilancio che «manterrà un atteggiamento di costante vigilanza e attenzione per le vicende in corso», ma «quanto detto per la V commissione – ha aggiunto Fini – vale, ovviamente, anche per le altre Commissioni, in relazione ad emergenze che dovessero insorgere». Stesso discorso anche per il Senato, che ha concluso ieri l’attività e che resterà chiuso fino al 4 settembre, giorno in cui torneranno a riunirsi le commissioni, salvo alcune eccezioni. L’Aula, invece, è convocata per giovedì 6 settembre, ma solo per interrogazioni e interpellanze; la prima seduta ‘reale’, quindi, sarà soltanto martedì 11 settembre. Seppure si va in vacanza, l’Aula di palazzo Madama, secondo quanto detto dal presidente Renato Schifani, «potrà essere convocata in qualsiasi momento per i provvedimenti che rivestono particolare carattere d’urgenza, specie in relazione alla situazione economica». E per i poveri parlamentari il rientro sarà però al fulmicotone. Al Senato, infatti, bisognerà risolvere l’impasse sulla riforma della legge elettorale, alla Camera, invece, i deputati dovranno affrontare il secondo passaggio parlamentare del ddl di riforma costituzionale che introduce il sempresidenzialismo, approvato in Senato a maggioranza da Lega e Pdl. Inoltre, approderà in Aula anche il decreto per la bonifica dell’area Ilva di Taranto.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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