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New York, l’enigma di Laura e la macchina del pensiero

New York, l’enigma di Laura e la macchina del pensiero

Un momento della presentazione al bar Verdi

Il caffè, la macchina del pensiero e le nuove tecnologie. Sono questi i temi portanti del racconto “Il caffè di Turing”, opera prima di Gianfranco Rizzo, docente di Macchine e Sistemi Energetici, oltre che presidente dell’Area Didattica di Ingegneria Meccanica dell’Università di Salerno.
Il libro – che mostra appieno la poliedricità dell’autore e la sua abilità di svestire i panni dell’accademico per indossare quelli di musicista e scrittore – è stato presentato ieri sera al Caffè Verdi di Salerno. Due le presentazioni per un pubblico folto e particolarmente attento alle tematiche trattate. L’autore è stato intervistato dalla giornalista Barbara Ruggiero sui temi principali del libro mentre l’attore e regista Pasquale De Cristofaro ha curato la lettura di alcuni brani.
Il libro narra la storia di un accademico italiano a New York per un simposio internazionale e per incontrare un’allieva persa di vista anni prima: l’affascinante e misteriosa Laura che sta lavorando alla ideazione di una vera e propria macchina del pensiero, la famosa macchina di Turing.
Il racconto è a metà tra una spy story e un racconto ironico, divertito e pungente del mondo che circonda il protagonista. La storia è stata scritta nel corso delle ultime vacanze a Cala D’Arconte, rinomata località turistica tra Palinuro e Marina di Camerota, in assenza di telefono e internet.
«Ho sentito proprio la necessità di cominciare a scrivere qualcosa. E allora ho messo mano al libro, che poi ho perfezionato una volta tornato a casa» – ha spiegato l’autore.
Visto il successo de “Il caffè di Turing”, Rizzo non disdegna l’idea di un seguito, visto che la storia della progettazione della macchina del pensiero resta in sospeso. «Ma ho fatto leggere il libro a un amico scrittore: mi ha detto che mi sono giocato un sacco di spunti in un racconto di 80 pagine. Una serie di idee con cui uno scrittore di professione avrebbe scritto almeno 300 pagine. E io infatti mi diletto in queste attività. Un nuovo libro? Non lo escludo, ma con questo mi sono giocato gli spunti di una vita intera!». Bolle in pentola, invece, una trasposizione teatrale del racconto, «pensato inizialmente e con dovizia di particolari – ammette Rizzo – per una sceneggiatura cinematografica».

Avventura a New York alla ricerca di Laura

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