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New York, Prodi disegna il futuro d’Europa ma sui tempi tace

New York, Prodi disegna il futuro d’Europa ma sui tempi tace
di Vincenzo Pascale

L’ex presidente del Consiglio e fondatore dell’Ulivo Romano Prodi ha tenuto presso l’Istituto italiano di Cultura di New York, la quarta Lecture intotolata a Gaetano Salvemini sul tema Where does Europe Stand Among the US and China? Attualmente il professor Prodi è visiting professor in politica internazionale  alla Brown University e delegato del segretario dell’Onu Ban Ki Moon per l’area del Sahel. Introdotto dal giornalista del Financial Times Ian Bremmer, Romano Prodi ha tracciato una panoramica politico economica dell’Europa anche alla luce delle recenti elezioni presidenziali americane che hanno visto i due candidati (Obama e Romney) confrontarsi sui temi della politica estera. Mai hanno parlato dell’Europa, ma semplicemente e solo di area APAC (Asian Pacific). È lì infatti che è il motore economico  ed innovativo del mondo.  Obama, ha riportato Prodi, ha parlato chiaramente della Cina come avversario dell’America sia nei consumi che nella crescita economica. Ed infatti nel giro di quattro anni, a questo ritmo di crescita, la Cina superearà gli Stati Uniti negli acquisti domestici. Sia di beni di consumo prodotti in Cina che all’estero. Prodi ha anche acutamente sottolineato che l’intera classe politica cinese, moto resistente ai cambiamenti, non ha ancora e forse non intende maturare una propria politica estera egemonica ma proporsi semplicemente sullo scenario mondiale quale grande attore economico. In questo scenario economico si inserisce anche quello culturale, laddove la Cina è affascinata dall’America. Lo stesso capita per gli americani. In questo scenario, ha continuato Prodi, l’Europa stenta a ritagliarsi una sua propria identità, sia a presentare una sua univoca leadership politica. Non a caso l’interlocutore principale degli americani e di cinesi in Europa rimane il governo tedesco (nella persona del Cancelliere Angela Merkel).
Questa nebulosità politica e culturale europea è presente anche agli occhi degli studenti americani  e si tramuta in un interrogarsi se ad oggi l’Europa sia un museo o un laboratorio. Abbastanza scontate le conclusioni dell’intervento del Professor Prodi nel ribadire le difficoltà di assemblaggio politico ed economico che l’Unione affronta. Ha posto molta enfasi sulla volontà popolare degli Europei di creare questo straordinario progetto culturale  ed economico. Quando gli è stato poi chiesto di pronunciarsi sui tempi di attuazione di tale disegno europeo, Prodi si è detto ottimista per un periodo – di lungo termine – come accadde dopo il Trattato di Roma.

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Commenti (1)

  • Vincenzo Pascale

    Era a NY. Per come siamo messi l’Europa e’ l’unica nostra via d’uscita alla crisi sociale e politica corrente. Senza tralasciare la corruzione che sta facendo annegare il Paese.

    Rispondi

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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