Mar. Ago 20th, 2019

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New York Times, più introiti dall’online che dalla pubblicità

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Le notizie via Internet riportano in attivo lo storico quotidiano americano dopo due anni neri
Foto: il post.it
Foto: il post.it

Il mondo dell’informazione è in continua evoluzione. I dati di vendita delle notizie on line del New York Times sono lo specchio dei tempi. I risultati, che vanno al di là delle attese degli analisti, dicono chiaramente che per la prima volta nella storia del gruppo i ricavi dagli abbonamenti on line superano quelli della pubblicità. Un risultato storico che consente alla società di tornare in utile dopo un 2011 di perdita.
Il quotidiano americano, uno dei primi precursori dell’informazione on line a pagamento, ha chiuso il quarto trimestre dell’anno con un utile netto triplicato rispetto all’anno precedente. E il 2012 è stato così annunciato come un vero e proprio anno di svolta per il New York Times. Negli ultimi tre mesi del 2012 gli abbonamenti on line sono aumentati del 13,1%. È il caso di dire che la trasformazione avviata dal quotidiano americano negli ultimi anni sta dando i suoi frutti, con un settore digitale che riscuote successo in maniera crescente.
Notizie positive che incentivano l’amministrazione a puntare ancora sul digitale per crescere. «Continueremo con il tradizionale giornalismo di eccellenza ma stiamo valutando altre opportunità per sfruttare il marchio Times e creare nuovi prodotti e servizi. Le aree su cui puntiamo sono l’espansione del nostro portafoglio di prodotti digitali, sviluppare in modo più strategico le nostre capacità video e ampliare le attività di conferenze e incontri» – ha dichiarato l’amministratore delegato Thompson. Una serie di progetti che, però, non lasceranno indietro la carta stampata: «Anche se i nostri sforzi più recenti hanno riguardato la trasformazione digitale, stiamo investendo nei nostri prodotti di carta stampata» – ha spiegato agli organi di informazione l’amministratore.
Se dall’America giungono notizie positive su una stampa che si adegua ai tempi moderni, qualche nota negativa giunge dal nostro Paese.
I dati diffusi nella giornata di ieri da Audipress – società che si occupa delle indagini sulla lettura dei quotidiani e dei periodici – confermano in Italia lo stato di profonda crisi dell’editoria. In calo i lettori di tutti i quotidiani in generale e anche le principali testate giornalistiche registrano il segno meno.
Il giornale più letto d’Italia è la Gazzetta dello Sport che registra una media di 4.246.000 lettori ma con un calo di 115 mila unità rispetto all’ultima rilevazione per una percentuale del -2,6%. La Repubblica è il secondo giornale più letto con un ribasso pari a -6%; segue il Corriere della Sera con un calo del -7,2%. Perdite contenute per il quarto giornale in classifica, il Corriere dello Sport che registra una flessione del -0,4%.
Secondo i dati Audipress, i lettori complessivi si attestano a quota 22.502.000 con un calo complessivo del -5,1%.

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