Mer. Giu 19th, 2019

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Niente taglio dell’Irpef e Monti fa persino l’ironico

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Gli italiani hanno sperato per sole – pochissime - 24 ore: il tempo di veder infrante le illusioni che nel nostro Paese il governo di Mario Monti avesse potuto in un futuro remoto abbassare le tasse, in particolare l’odiata Irpef. Nulla, niente da fare. Monti si è precipitato a smentire questa indiscrezione di stampa e ha fatto anche l’ironico, non voleva “disturbare” il Ferragosto degli italiani, ha “disturbato” tutto il resto dell’anno. L'Ufficio stampa della presidenza del Consiglio, infatti, ha diffuso una dichiarazione del premier Mario Monti sull’alleggerimento del carico fiscale: “La Repubblica del 15 agosto -esordisce il premier- annunciava in prima pagina 'Monti studia il taglio dell'Irpef'. Non ho voluto smentire il giorno stesso, per non amareggiare il Ferragosto degli Italiani. Per serietà, devo però precisare che il governo non ha attualmente allo studio un provvedimento di questo genere. Il carico fiscale sulle persone fisiche e sulle imprese in Italia è senz'altro eccessivo, ma in questo momento l'attenzione per il riequilibrio della finanza pubblica non può essere allentata». Il tecnico Monti, insomma, ha detto no. Niente tasse in meno. «Fin dall'inizio del suo mandato il governo, con il costante ed essenziale appoggio del Parlamento, pur avendo dovuto fronteggiare una grave emergenza, ha avviato riforme strutturali dell'economia e dello Stato - rivendica il presidente del Consiglio- che renderanno possibile conseguire un bilancio strutturalmente in pareggio (condizione per uno sviluppo economico e sociale sostenibile) pur con minori imposte. Un fisco meno gravoso è una sacrosanta esigenza per i contribuenti onesti – anche se Monti non ha alcuna intenzione di realizzarlo, come si legge proseguendo la nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri -. Renderlo concretamente possibile, senza fare promesse irrealizzabili, è un obiettivo tra i più importanti per il governo». Ma non immediatamente. Il Premier prosegue: «Ma prima che la politica di risanamento e di riforma venga consolidata, se possibile anche con radici che ne rendano probabile la prosecuzione con i governi che verranno, iniziare a distribuirne i benefici (ad esempio riducendo l'Irpef) sarebbe prematuro. Quando una tale prospettiva verrà delineata e sarà considerata credibile anche dai mercati, ipotesi di un minore carico fiscale -conclude Monti- saranno non solo auspicabili, ma concretamente realizzabili».

Gli italiani hanno sperato per sole – pochissime – 24 ore: il tempo di veder infrante le illusioni che nel nostro Paese il governo di Mario Monti avesse potuto in un futuro remoto abbassare le tasse, in particolare l’odiata Irpef. Nulla, niente da fare. Monti si è precipitato a smentire questa indiscrezione di stampa e ha fatto anche l’ironico, non voleva “disturbare” il Ferragosto degli italiani, ha “disturbato” tutto il resto dell’anno.
L’Ufficio stampa della presidenza del Consiglio, infatti, ha diffuso una dichiarazione del premier Mario Monti sull’alleggerimento del carico fiscale: «La Repubblica del 15 agosto– esordisce il premier –  annunciava in prima pagina “Monti studia il taglio dell’Irpef”. Non ho voluto smentire il giorno stesso, per non amareggiare il Ferragosto degli Italiani. Per serietà, devo però precisare che il governo non ha attualmente allo studio un provvedimento di questo genere. Il carico fiscale sulle persone fisiche e sulle imprese in Italia è senz’altro eccessivo, ma in questo momento l’attenzione per il riequilibrio della finanza pubblica non può essere allentata». Il tecnico Monti, insomma, ha detto no. Niente tasse in meno. «Fin dall’inizio del suo mandato il governo, con il costante ed essenziale appoggio del Parlamento, pur avendo dovuto fronteggiare una grave emergenza, ha avviato riforme strutturali dell’economia e dello Stato –  rivendica il presidente del Consiglio –  che renderanno possibile conseguire un bilancio strutturalmente in pareggio (condizione per uno sviluppo economico e sociale sostenibile) pur con minori imposte. Un fisco meno gravoso è una sacrosanta esigenza per i contribuenti onesti – anche se Monti non ha alcuna intenzione di realizzarlo, come si legge proseguendo la nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri -. Renderlo concretamente possibile, senza fare promesse irrealizzabili, è un obiettivo tra i più importanti per il governo». Però non immediatamente. Il Premier prosegue: «Ma prima che la politica di risanamento e di riforma venga consolidata, se possibile anche con radici che ne rendano probabile la prosecuzione con i governi che verranno, iniziare a distribuirne i benefici (ad esempio riducendo l’Irpef) sarebbe prematuro. Quando una tale prospettiva verrà delineata e sarà considerata credibile anche dai mercati, ipotesi di un minore carico fiscale – conclude Monti – saranno non solo auspicabili, ma concretamente realizzabili».

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