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Non c’è soltanto la terra dei fuochi

Non c’è soltanto la terra dei fuochi
di don Aniello Manganiello
don Aniello Manganiello

don Aniello Manganiello

Ho visto in televisione sul Tgr della Campania don Maurizio Patriciello assai arrabbiato per i ritardi del governo in merito alla “terra dei fuochi”, e va bene. Ne condivido le preoccupazioni per i diritti negati e per le insidie crescenti del territorio. Ma noi del “triangolo della morte” Nola-Marigliano-Acerra cosa dovremmo dire? Ormai possiamo affermare che ci prendono per i fondelli, e lo fanno dai primi anni ’80. Né si dica che i cittadini non hanno reagito. La gente dalle mie parti ha preso da anni nelle mani il proprio destino, sfoderando un senso civico e una temerarietà che mi hanno in più circostanze sconvolto. Non sono stati, però, mai ascoltati.

Gli abitanti della località De Siervo, sul monte Somma, sono la testimonianza sempre viva di un disagio antico. Nel 1987, in quel posto, fu aperta una discarica dal comune di Nola, arrivavano camion con targa Treviso, Pisa, Como, Latina, scortati dalle forze dell’ordine che manganellavano gli abitanti che volevano sapere cosa ci fosse in quei camion. Quei mezzi inavvicinabili sversavano rifiuti, di cui ancora non si conosce il contenuto. Il prefetto di Napoli di allora non ne sapeva niente? Mah…

Sotto il CIS, a Boscofangone, nel cuore del polo industriale, ci sarebbero rifiuti pericolosi. Qualcuno insinua che quei rifiuti sono anche sotto il Vulcano buono… Io lo affermo, verificate.

Non esiste solo la terra dei fuochi, caro don Maurizio!

E che dire delle tonnellate di rifiuti che gli zingari bruciano in continuazione, dietro il carcere di Secondigliano e a Scampia. Chi si preoccupa della salute degli abitanti di Scampia che tutti i giorni devono respirare diossina. Dove sono le autorità? I giovani del presidio Ultimi dell’Agro nolano hanno raccolto già 10.000 firme nei nostri paesi, in calce a un documento per il triangolo della morte. Le firme sono state consegnate all’assessore della Regione Campania, Giovanni Romano, che ha sottolineato il valore della nostra iniziativa. Quei giovani hanno organizzato incontri di riflessione, partecipato a manifestazioni a Napoli e in provincia, ma sono stati dimenticati e messi fuori dal comitato che è stato costituito per la terra dei fuochi. Ci dispiace molto. Dimenticavo: noi non siamo della terra dei fuochi… siamo del triangolo della morte. Forse la nostra esclusione dipenderà da questo. Ci dispiace molto per questa distinzione, ma non siamo noi a farla.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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