Dom. Lug 21st, 2019

I Confronti

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“Non hai le palle!” non si dice. La Cassazione: è ingiuria

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Un uomo di legge, un giudice, litiga con un altro uomo di legge, un avvocato. E gli scappa la frase, di certo poco chic ma evidentemente al momento considerata efficace, “non hai le palle!”. A zittire i due attaccabrighe, esperti di diritto, è la Suprema Corte, che ha dato torto al giudice. Perché? Dire a qualcuno di non avere gli “attributi” equivale a dirgli “vali meno degli altri uomini”. Ovvero, come si legge nella motivazione, la frase incriminata “insinua debolezza di carattere e di determinazione oltre a significare mancanza di virilità”. Stia in guardia, perciò, chi è portato ad alzare la voce, soprattutto in pubblico. E cancelli dalla rosa delle possibili offese la frase suddetta. Perché, come si è visto, potrebbe valere il reato penale dell’ingiuria, ovvero fino a sei mesi di reclusione ed oltre cinquecento euro di multa.

Un uomo di legge, un giudice, litiga con un altro uomo di legge, un avvocato. E gli scappa la frase, di certo poco chic ma evidentemente al momento considerata efficace, “non hai le palle!”. A zittire i due attaccabrighe, esperti di diritto, è la Suprema Corte, che ha dato torto al giudice. Perché? Dire a qualcuno di non avere gli “attributi” equivale a dirgli “vali meno degli altri uomini”. Ovvero, come si legge nella motivazione, la frase incriminata “insinua debolezza di carattere e di determinazione oltre a significare mancanza di virilità”. Stia in guardia, perciò, chi è portato ad alzare la voce, soprattutto in pubblico. E cancelli dalla rosa delle possibili offese la frase suddetta. Perché, come si è visto, potrebbe valere il reato penale dell’ingiuria, ovvero fino a sei mesi di reclusione ed oltre cinquecento euro di multa.
Ma cosa avrebbe detto la Corte di Cassazione se il giudice di Brindisi avesse avuto da ridire non con un avvocato ma con un’avvocatessa? Ci si sarebbe limitati ad un’interpretazione letterale dell’offesa ovvero “non hai le palle” e infatti non sei maschio oppure si sarebbe letto il significato “simbolico” della frase ovvero “non hai carattere” dunque “vali meno degli altri come persona e come professionista”? Questo per il momento non è dato sapere. Ma è certo, invece, che se il giudice avesse usato con l’avvocato o con l’ipotetica avvocatessa l’espressione, comunque colorita, “non mi rompere le palle” sarebbe stato giudicato innocente. Tempo fa, infatti, la Cassazione ha giudicato questo modo di dire null’altro che un’esortazione.
(n.t.)

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