Non si può assistere in silenzio

di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

L’impegno era di dedicare 20 righe a temi meridionali, o ‘local’. Ma come si può assistere in silenzio a quanto avviene in Ukraina? E non solo in piazza ‘Maidan’ a Kiev, ma a Leopoli e in altre città dell’area occidentale del Paese. Cento e più persone uccise, centinaia di feriti, la prospettiva di una sanguinosa guerra civile. L’uso indiscriminato della polizia da parte del presidente Yanukovich, e l’impiego di cecchini che sparano sui manifestanti. Da mesi va avanti la protesta. Chiede l’entrata nella Ue e respinge la prospettiva di una Ukraina rientrata nell’orbita neoimperiale della Russia di Putin. Ha colpito finora il silenzio dell’Europa. Come se l’unica politica estera possibile fosse quella dei singoli Paesi. Con il rischio di ripetere la follia dei tempi del dissolvimento della ex Jugoslavia. Ricordate? Silenzio della Ue, mentre la Germania riconosceva unilateralmente la Croazia, l’Italia la Slovenia…Pesa, di certo, la frettolosa adesione dell’Occidente alla ‘Rivoluzione arancione’ di nove anni fa, che lanciò la figura mediatica della filo-occidentale Timoshenko e si concluse col  potere al filo-russo Yanukovich.  Ma la folla di piazza ‘Maidan’ non appare per nulla eterodiretta. Mentre tutti subiscono il ricatto del gas russo, e la prospettiva più credibile è l’ascesa degli oligarchi. Quelli che si sono già spartiti potere e ricchezze della ex Unione Sovietica. Di fronte a questi scenari, immiserisce ogni localismo. E misera appare la nostra stessa crisi di governo.

Andrea Manzi

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