Home
Tu sei qui: Home » Blog/Inchiesta » Non solo Pd e Pdl, c’è la carica dei movimenti per il 2013

Non solo Pd e Pdl, c’è la carica dei movimenti per il 2013

Non solo Pd e Pdl, c’è la carica dei movimenti per il 2013

«Quando salta Berlusconi, salta il tappo». E’ stato un mantra negli ultimi anni, specie dalle parti del centrosinistra che sul declino berlusconiano ci scommetteva. O meglio, ci sperava. Fatto sta che la profezia si sta, a suo modo, avverando. Se nel centrosinistra, dal 2008 a oggi, i mutamenti sono minimi, è nella grande area moderata che stanno spuntando le novità maggiori. Per ora il dato è quello della frammentazione, con un ingorgo di nuove offerte in particolare al centro. Offerte che potrebbero coagularsi nei prossimi mesi, per lanciare “l’assalto” al Parlamento. Ma non è escluso che spuntino anche altri soggetti nel vasto campo del centrodestra. Continuano forti le indiscrezioni su una lista di Silvio Berlusconi, “padre” sempre più insofferente del suo Pdl. Lui stesso non lo esclude. Insomma, per ora almeno, siamo alla scomposizione dell’area moderata in cui più che attorno ad un grande partito, la ricomposizione potrebbe avvenire nel “nome” di Mario Monti o meglio (alla luce dello stop a una lista Monti del presidente Giorgio Napolitano nei giorni scorsi) nel segno del montismo. Nel centrosinistra, invece, le novità che stanno emergendo hanno la caratteristica di convergere verso il partito più forte dello schieramento, e al momento primo nel Paese. Ovvero, il Pd. La scissione dell’Idv con il nuovo movimento di Massimo Donadi porta questo segno. E circolano anche indiscrezioni su una possibile convergenza anche della nascente lista dei sindaci, il movimento Arancione animato, in particolare, da Luigi De Magistris e Giuliano Pisapia. Infine, fuori dagli schieramenti, la novità per eccellenza, quella del Movimento 5 Stelle che, stando ai sondaggi del momento, potrebbe portare un centinaio di grillini in Parlamento.
Partendo dal Pdl, qui al momento sono almeno due le novità: la lista promossa da Giulio Tremonti e “Italia libera” dei berlusconiani della prima ora capeggiati da Isabella Bertolini. Due offerte che nascono da motivazioni distanti, se non opposte. Bertolini e i suoi guardano infatti ai montiani. Tremonti, che non ha risparmiato nulla a Monti in questi mesi, resta ancorato nell’alveo del centrodestra e i rapporti tra l’ex-ministro e la Lega non si sono mai interrotti. Il movimento di Tremonti si chiama “3L, Lista Lavoro e Liberta” e presenterà liste con il proprio simbolo alle elezioni regionali e politiche, come ha annunciato giovedì scorso. Lo stesso giorno in cui è stata presentata “Italia libera”, il movimento promosso da Bertolini e altri berlusconiani doc. Cosa vogliono? Un passo deciso verso l’area Montezemolo, verso la composita galassia centrista che vuole Monti di nuovo a palazzo Chigi. Un passo che il Pdl di Angelino Alfano, per ora, non sta affatto compiendo. Anzi. Di qui il “divorzio”. Con Bertolini ci sono altri quattro azzurri, fedelissimi del Cavaliere, almeno fino al “grande passo” di oggi: l’ex uomo di Publitalia, Roberto Tortoli; il pasdaran Giorgio Stracquadanio (per la verità già uscito dall’ovile pidiellino qualche mese fa); Gaetano Pecorella, uno dei legali di Berlusconi prima dell’era Ghedini; Franco Stradella. «Guardiamo con attenzione a tutti, a Montezemolo, alla Lista per l’Italia di Casini, al movimento di Giannino», ha spiegato Bertolini lanciando “Italia Libera”. E qui arriviamo alla nuova offerta nella “sovraffollata” area centrista. L’Udc di Casini e il suo progetto della Lista per l’Italia sta incontrando la “concorrenza” di almeno altri due soggetti già in pista: “Fermare il declino”, movimento animato da Oscar Giannino e “Verso la Terza Repubblica” di Luca di Montezemolo che raccoglie il sostegno di Raffaele Bonnani della Cisl, delle Acli di Andrea Olivero e del più politico dei ministri tecnici di Monti, Andrea Riccardi. In origine, i due movimenti dovevano già convergere in un unico soggetto. Poi le cose si sono complicate strada facendo e pare che il liberista Giannino non abbia gradito la presenza massiccia di pezzi di mondo cattolico nel progetto montezemoliano che Mr Ferrari ha presentato con una kermesse affollatissima a Roma. Tutti le sigle che affollano l’area centrista nascono con l’obiettivo di dare continuità all’azione del governo Monti magari con lo stesso Professore a palazzo Chigi. Un’operazione che il presidente Napolitano ha suggerito di evitare per salvaguardare il profilo super partes da “riserva della Repubblica” di Monti. Caso mai, fosse di nuovo utile a palazzo Chigi o magari per il Quirinale. Nel centrosinistra c’è da registrare la scissione dell’Idv e la nascita di “Diritti e libertà”. Massimo Donadi e diversi parlamentari hanno detto addio ad Antonio Di Pietro, critici sulla deriva grillina dell’ex-pm che ha portato il Pd ha escludere l’Italia dei Valori della coalizione di centrosinistra. Ed è invece proprio al Pd che i fuoriusciti Idv guardano. E “tifano” per una vittoria di Pier Luigi Bersani alle primarie di questa sera. Non è ancora chiaro se troveranno una nuova “casa” nelle liste del Pd. Certo è che i democratici hanno dato il benvenuto alla nascita del nuovo movimento. I dem guardano con attenzione anche a quanto si muove nel “mondo dei sindaci”, agli arancioni di De Magistris e Pisapia. Se ci sarà la soglia del 40 per centro per il premio di maggioranza, potrebbero esser più che mai utili al Pd.

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 1292

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto