Non trascuriamo gli studi umanistici: ci aiutano a pensare

Non trascuriamo gli studi umanistici: ci aiutano a pensare
di Pasquale De Cristofaro
Il regista De Cristofaro
Il regista De Cristofaro

In questi ultimi tempi, appare sempre più evidente la crisi degli studi umanistici. Studiare le lingue antiche viene ormai considerato un inutile sforzo. Le scuole di ogni ordine e grado danno sempre maggiore importanza alla cultura scientifica e alle lingue straniere moderne. Per carità, tutto ciò è fondamentale per cercare di stare al passo con i vorticosi cambiamenti ai quali siamo sottoposti. Il Mondo corre ad una velocità mai prima sperimentata. Il valore della ricerca scientifica e lo studio delle lingue straniere egemoni dentro un sistema sempre più globalizzato, sono e restano un dato di fatto ineludibile. Ma detto questo, cercare di screditare e/o relegare tra gli strumenti inadatti a capire la cosiddetta post-modernità la cultura classica, sarebbe un imperdonabile errore. Infatti, se non è immediatamente certificabile la sua efficacia utilitaristica e la sua capacità di produrre beni di largo consumo, essa è tuttavia necessaria per capire chi siamo e che cosa vogliamo fare del nostro futuro. Una comunità che non vuole ridursi all’arida contabilità numerica dei propri successi materiali, che non vuole esaurire la sua vita a produrre, consumare e, poi, morire, deve necessariamente dare spazio e credito ai propri bisogni immateriali, ai propri sogni ad occhi aperti che solo i linguaggi artistici possono restituire. Ecco, allora, affermata l’estrema “utilità dell’inutile”. La poesia antica e moderna, le arti visive antiche e moderne, il teatro e così via …, diventano strumenti necessari per non ridurre la nostra già dolorosa esistenza ad un succedersi di giorni votati ad un compulsivo consumo “per non pensare”. Il pensiero è indispensabile per noi uomini; anzi, direi che è la nostra migliore qualità, quella che ci distingue. E per non lasciarlo morire continuiamo, per favore, ad amare, studiare, tradurre le lingue passate. Sono esse i giacimenti aurei di cui abbiamo bisogno, oggi.

redazioneIconfronti

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