Mar. Lug 16th, 2019

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Nuova regione / Cirielli attacca i detrattori, la Longo lo sostiene

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Edmondo Cirielli non è tipo che le manda a dire e la sufficienza con la quale è stata accolta la sua “riproposta” di nuova regione con le province di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta con l’esclusione di Napoli, lo ha toccato e non poco. E così attraverso l’agenzia di stampa del sito della Provincia di Salerno ha liquidato i detrattori come “ignoranti”. Un giudizio tranchant, sicuramente eccessivo, ma che la dice lunga su quanto Cirielli ritenga per nulla peregrina l’ipotesi di nuova regione in funzione antinapolicentrismo.

Edmondo Cirielli non è tipo che le manda a dire e la sufficienza con la quale è stata accolta la sua “riproposta” di nuova regione con le province di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta con l’esclusione di Napoli, lo ha toccato e non poco.
E così attraverso l’agenzia di stampa del sito della Provincia di Salerno ha liquidato i detrattori come “ignoranti”. Un giudizio tranchant, sicuramente eccessivo, ma che la dice lunga su quanto Cirielli ritenga per nulla peregrina l’ipotesi di nuova regione in funzione antinapolicentrismo.
«Voglio ricordare, perché qualche ignorante ogni tanto confonde», ha detto Cirielli, «la Cassazione aveva accettato il nostro referendum, ma è stata la Corte Costituzionale presieduta da un presidente della Corte, che guarda caso è napoletano, che ha cancellato di fatto, non la nostra possibilità di fare il referendum, ma l’articolo 132 della Costituzione che lo consente invece, interpretando in maniera assurda sul piano giuridico quella norma rendendola di fatto inefficace. Oggi si apre un nuovo scenario politico, prima ancora che giuridico, le altre tre Province della Campania, Caserta, Benevento e Avellino, per effetto della spending review dovrebbero essere cancellate, secondo me è una bestialità politica prima ancora che giuridica, rimarrebbero solo le Province di Salerno e Napoli». Cirielli snocciola poi un po’ di dati: «Già così noi oggi abbiamo uno sbilanciamento a favore dell’area metropolitana di Napoli che assorbe l’80-90% delle risorse quando pesa solo il 55% sul piano demografico e la nostra Irap ed il nostro Irpef salernitani, avellinesi, beneventani e casertani vengono utilizzati per fare assistenzialismo a Napoli». E per non urtare ulteriormente la suscettibilità dell’alleato Caldoro, presidente della Regione Campania, il “secessionista” Cirielli si lascia andare ad un atteggiamento più diplomatico che, a dire la verità, poco gli si addice: «Non è certo colpa del presidente Caldoro, anzi lui ha invertito pesantemente questa rotta. Secondo me potremmo riunire le quattro province e ridividerle in due come sono sempre state. Nella storia per mille anni c’è sempre stata la provincia del Principato citeriore e quella del Principato Ulteriore, che era il vecchio principato di Salerno. C’è dunque un assetto secolare, possiamo riunire le quattro Province e farne due e fare una nuova Regione che è poi il vero motivo per avere un grande futuro per i nostri figli».
Nel frattempo arrivano anche dal Consiglio regionale primi segnali di condivisione alla proposta di Cirielli. La più convinta della fattibilità, anzi della necessità, dell’operazione-nuova regione, è Eva Longo (nella foto con Silvio Berlusconi), consigliere regionale del Pdl e già sindaco di Pellezzano, piccolo Comune alle porte di Salerno. «Condivido appieno questo pensiero», dice Eva Longo, «anche alla luce di una eventuale soppressione delle province sarebbe giusta la creazione di un ente che le raggruppasse. L’istituzione di una nuova regione così formata significherebbe tra l’altro la possibilità di reinvestire le risorse provenienti dai tributi nel proprio territorio. Non è superfluo dire che Napoli, anche per le sue dimensioni di metropoli, l’ha fatta sempre da padrona. Salerno in quanto seconda provincia della Campania per importanza meriterebbe maggiore autonomia».
Insomma, la questione che sembrava chiusa con una pietra tombale dalla Corte Costituzionale, Cirielli ed i suoi sono convinti sia riaperta davvero.

1 thought on “Nuova regione / Cirielli attacca i detrattori, la Longo lo sostiene

  1. La proposta di Edmondo Cirielli, pur essendo un tantino da rimodulare su piani di maggiore realtà, ha il merito di gettare la pietra nello stagno di una condizione che da decenni ci penalizza. Napoli fagocita le altre province e le lega alla sua incapacità di essere città moderna e produttiva. L’intera regione opera e produce per finanziare una clientela gigantesca che produce mostruosità sul piano socio-economico. Un’idea così coraggiosa, però, andrebbe sostenuta con il conforto di una classe dirigente profondamente rinnovata. Su questo il presidente Cirielli dovrebbe dirci qualche parola rassicurante perché amministratori e politici che cooperano al suo progetto, in molti casi, sembrano provenire più dal passato che essere persone del futuro.

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