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Nuovo deferimento, Campania maglia nera per le discariche illegali

Nuovo deferimento, Campania maglia nera per le discariche illegali
di Barbara Ruggiero

Foto: associazione-aut-aut.noblog.it

Italia deferita per la seconda volta alla Corte di giustizia europea in materia di discariche illegali e incontrollate di rifiuti. La Commissione europea, su proposta del commissario per l’ambiente Janez Potocnik, ha chiesto alla Corte di giustizia Ue di condannare l’Italia per non aver rispettato la sentenza sulle discariche abusive emessa nell’aprile 2007 e di sanzionare il nostro Paese per questo con una multa di 56 milioni di euro e una giornaliera di 256.819,20 euro fino a quando non sarà risolto il problema (periodo che andrebbe dall’eventuale seconda pronuncia a quando la situazione sarà totalmente risolta).
Le discariche illegali in Italia sono attualmente 255, di cui 16 contenenti rifiuti pericolosi. La concentrazione delle discariche da bonificare è al centro sud: 51 in Campania, 43 in Calabria, 37 in Abruzzo, 32 nel Lazio e 24 in Sicilia.
E intanto stamattina è stata sequestrata a Pompei una vasta area utilizzata per la gestione abusiva di rifiuti speciali pericolosi. L’operazione è stata condotta dai militari della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Napoli e dal gruppo delle fiamme gialle di Torre Annunziata, in collaborazione con il personale tecnico dell’Arpac. L’attività di ricognizione, condotta con l’ausilio degli elicotteri, ha consentito di individuare un’area di 2.500 metri quadrati, difficilmente identificabile da terra, nella quale erano accatastati 1.500 elettrodomestici usati e almeno 500 motori per lavatrice e per refrigerazione. Depositati nel sito anche ingenti quantitativi di parti di ricambio provenienti dallo smontaggio sistemati alla rinfusa e non bonificati. Rifiuti classificati come “speciali pericolosi” soprattutto per la presenza di gas nocivi contenuti nei frigoriferi. Il responsabile, I.C. di 52 anni di Pompei, è stato denunciato e dovrà rispondere di illecita attività di gestione rifiuti pericolosi non autorizzata.
La Commissione europea, intanto, si legge in una nota che è stata diffusa da Bruxelles, impone urgentemente all’Italia di bonificare le centinaia di discariche illegali e incontrollate dei rifiuti. Il problema delle discariche esiste ancora, comunque, in quasi tutte le regioni italiane, nonostante una precedente sentenza della Corte di giustizia in materia, che risale al 2007. Su raccomandazione del commissario dell’Ambiente, Janez Potocnik, l’esecutivo dell’Unione Europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia e di imporle un’ammenda forfettaria e una giornaliera per ogni giorno successivo alla seconda sentenza fino al giorno in cui verrà regolarizzata l’infrazione.
Nonostante gli impegni assunti dalle autorità italiane nel 2007, solo 31 discariche verranno bonificate entro la fine del 2012 e un calendario completo per la bonifica è stato presentato solo per 132 discariche, sulle 255 attualmente presenti sul territorio italiano. E, cosa più grave – sottolineano dall’Ue – la Commissione non dispone di informazione da cui risulti che l’Italia abbia istituito un sistema di controllo adeguato per evitare l’apertura di nuove discariche illegali.
Il nostro Paese occupa il ventesimo posto, tra i ventisette paesi dell’Ue, nella classifica dell’efficienza nella gestione dei rifiuti.
Dei rifiuti urbani, il 51% finisce in una discarica (la media Ue è del 38%) e quelli riciclati non vanno oltre il 21% (con una media europea che si aggira intorno al 25%).
Davanti alla Commissione europea, intanto, resta pendente la procedura d’infrazione aperta per la situazione delle discariche a Napoli. Il deferimento dell’Italia potrebbe essere anche un avvertimento sul possibile imminente arrivo di un deferimento alla Corte di giustizia anche del caso specifico campano.
Immediate le reazioni. FareAmbiente, tramite il suo presidente Vincenzo Pepe, ha sottolineato come sull’argomento emergenza rifiuti “Roma si stia mettendo sulla stessa cattiva strada di Napoli”. “Mentre le discariche italiane diventano sempre più sature – ha detto Pepe – siamo costretti a pagare salatissime multe all’Ue. Con quei soldi potrebbero essere costruiti gli impianti di cui avremmo bisogno. Al danno la beffa”.
“Era impossibile che l’Ue optasse per un condono nei confronti del nostro Paese – ha dichiarato Stefano Ciafani, vice-presidente nazionale di Legambiente – Ora si dovranno spendere i soldi dei cittadini per pagare una multa salatissima, invece di investirli nella diffusione del porta a porta in tutte le città italiane e nella costruzione di altri impianti di riciclaggio”. “Sono anni -aggiunge Ciafani- che contestiamo l’assenza di una politica nazionale per ridurre lo smaltimento in discarica, che purtroppo rimane ancora oggi nel nostro Paese la principale opzione di gestione dei rifiuti. Abbiamo sempre sostenuto che la fondamentale leva da muovere sia quella economica. Da qui la richiesta di modificare la vecchia legge del ’95, che ha istituito l’ecotassa e che ancora oggi arriva a un tetto massimo di soli 25 euro a tonnellata. Solo togliendo quel tetto massimo avremmo potuto tartassare lo smaltimento in discarica. Il Parlamento in questo ultimo scorcio di legislatura approvi subito una legge che modifichi quella del 1995”.
Intanto l’eurodeputata socialista olandese Judith Merkies, che nel 2010 guidò la prima missione della Commissione Petizioni del Parlamento europeo sull’emergenza rifiuti in Campania è stata indicata dai coordinatori della stessa commissione come capo della nuova missione che tra lunedì e mercoledì prossimi tornerà a Napoli e avrà nel mirino anche la situazione nel Lazio. Della missione faranno parte gli stessi membri, italiani e stranieri (oltre alla Merkies, la danese dei Verdi Margrete Auken) di quella del 2010 che si concluse con un rapporto durissimo con l’Italia.
«Spero di vedere un miglioramento dopo due anni ma temo che non ci sono stati e che la gestione dei rifiuti in Italia deve ancora essere pesantemente riformata» – ha dichiarato la Merkies. L’olandese oggi ha affermato di “sperare” che ci sarà un miglioramento «perché noi e la Commissione Europea siamo stati molto duri nel dire che l’Italia deve rispettare pienamente i requisiti europei». Ed ha ammonito che «l’Italia deve fare attenzione ai suoi cittadini e al sistema di smaltimento dei rifiuti».

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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