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Nuovo eccidio in Siria e vecchie ombre su Hiroshima e Nagasaki

Nuovo eccidio in Siria e vecchie ombre su Hiroshima e Nagasaki
di Carmelo Currò

Fra le troppe inquietanti notizie che arrivano dalla Siria, giunge anche quella di un nuovo eccidio che sarebbe stato consumato pochi giorni fa nel villaggio di Zagbat, nei pressi di Hama. Qui, secondo il sito in italiano di Radio Iran del 27 dicembre, l’esercito libero siriano-ossia la milizia che combatte contro il dittatore Assad- avrebbe ucciso circa cento cristiani e altri cittadini di religione alawita: fedeli di una setta musulmano-sciita di minoranza cui appartiene però la famiglia dello stesso Assad.
Secondo l’emittente iraniana, il sedicente esercito libero avrebbe avviato un’azione di pulizia etnico-confessionale, approfittando della confusione e degli eccidi che quotidianamente insanguinano il Paese del Medio-Oriente. Del resto, da quando è iniziata l’offensiva dei “liberatori” contro il Governo siriano, non sono mancati gravissimi episodi che dimostrano come coloro che ritengono di essere i futuri dirigenti di Damasco, possano pensare di controllare meglio la Nazione in avvenire liquidando minoranze scomode di potenziali oppositori.
Già nei mesi scorsi è stato più volte denunciato che numerose comunità di cristiani sono state costrette a lasciare le località di origine o ad abbandonare la Siria. In marzo, mercenari islamici provenienti da Libia e Iraq avevano allontanato migliaia di cristiani di Homs dalle loro case ( La Stampa, 22 marzo 2012); mentre episodi terroristici “mirati” hanno colpito fiorenti gruppi di siriani non sunniti, e quindi ritenuti sostenitori di Assad. Il 29 novembre, per esempio, nel quartiere cristiano di Jaramana, a Damasco, c’era stata l’esplosione di due autobombe che aveva causato numerose vittime esclusivamente cristiane e druse.
Non è certo la prima volta che i Cristiani vengono fatti oggetto della furia omicida politica ed estremista. La storia offre numerosissimi esempi agghiaccianti. Si pensi all’eliminazione di Cattolici in Islanda e Norvegia all’epoca della riforma luterana, uccisi in numero tale da rendere quasi spopolate ampie aree di quei Paesi e consentire l’affermazione politica del protestantesimo.
Ma la più inquietante eliminazione di Cristiani dei tempi contemporanei sembra essere stata quella avvenuta in Giappone con l’esplosione delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. E’ vero che il Comando statunitense aveva deciso azioni dimostrative per accelerare la fine della guerra, colpendo due città di media grandezza ma non grandi metropoli. Tuttavia, già da molti anni si agita il sospetto che le logge massoniche americane abbiano influito nella scelta delle località in modo da sopprimere un altissimo numero di Cattolici. Non è un mistero, del resto, che nella diocesi di Nagasaki viveva prima dell’esplosione il 70 per cento circa dei Cristiani giapponesi (nel 1929 se ne contavano 63.698 su 94.096 dell’intera Nazione), fra i quali molti erano i discendenti dei convertiti e dei Martiri della prima evangelizzazione cinquecentesca, cui per centinaia di anni era stata trasmessa in segreto la Dottrina cattolica a causa della lunga persecuzione. Nel 2007, in occasione della beatificazione dei Martiri giapponesi, il cardinale Giacomo Biffi aveva commentato: “Possiamo ben supporre che le bombe atomiche non siano state buttate a casaccio. La domanda è quindi inevitabile: come mai per la seconda ecatombe è stata scelta, fra tutte, proprio la città del Giappone dove il cattolicesimo, oltre ad avere la storia più gloriosa, era anche più diffuso e affermato?” (chiesa.espressonline.it, 30-10-2007).
I dirigenti del mondo cattolico trascureranno le loro passioni politiche per dedicarsi momentaneamente a più nobili programmi? vorranno controllare identità e attività dei liberatori delle primavere arabe prima di avallare l’entrata in campo di nuovi dittatori come quello egiziano?

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