Nuovo test del Dna per i genitori di Angela Celentano

Nuovo test del Dna per i genitori di Angela Celentano

Un nuovo esame del dna per i genitori di Angela Celentano, la bambina scomparsa nel nulla mentre si trovava in gita con i genitori sul Monte Faito il 10 agosto 1996. La ripetizione dell’esame pare sia fondamentale in quanto con le nuove tecnologie di cui oggi si avvalgono gli investigatori, si potrebbe avere qualche dato in più utile alla ricerca della bambina scomparsa.
L’Adnkronos ha dato la notizia dei nuovi esami a cui sono stati sottoposti Maria e Catello Celentano, sottolineando che i Ris di Roma hanno successivamente portato via anche alcuni abiti e giocattoli di Angela. Qualche giorno prima di Natale, i carabinieri del Ris di Roma si sono recati a casa Celentano, a Moiano, una frazione di Vico Equense, in Penisola Sorrentina per ripetere l’esame del dna ai genitori e per prelevare alcuni abiti e giocattoli appartenuti ad Angela.
Il materiale prelevato prima delle festività natalizie è stato esaminato nella giornata di ieri a Roma alla presenza anche del consulente di parte, l’ex generale e comandante dei Ris Garofano, nominato dall’avvocato della famiglia Celentano, Luigi Ferrandino.
Secondo quanto riporta l’Adnkronos, è stata la procura di Torre Annunziata, con il procuratore Raffaele Marino, a inviare i Ris a casa di Angela Celentano per la ripetizione dell’esame del dna.
La settimana prossima, intanto, in procura si terrà un nuovo vertice con lo scopo di fare il punto della situazione.
Ancora nessuna novità, invece, sulla posta messicana. Ricordiamo che oltre un anno e mezzo fa una giovane donna scrisse una mail alla famiglia Celentano, sostenendo di essere Angela e di essere da anni residente in Messico, firmando la mail con il suo nome attuale, Celeste Ruiz. Poi si sarebbero persi i contatti con la donna messicana.
A quanto pare, nelle ultime ore sarebbero emerse delle indiscrezioni secondo cui alcune mail inviate da Celeste Ruiz sarebbero partite anche da una città della Spagna, oltre che dal Messico.
«Di questo parleremo in procura – ha tagliato corto in una dichiarazione all’Adnkronos l’avvocato Ferrandino – Io non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Sono notizie che ho letto ma di cui non ho la certezza che siano vere».

Barruggi

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