Obama-Romney incollati, ma il presidente resta favorito

Obama-Romney incollati, ma il presidente resta favorito
di Vincenzo Pascale (da NY City)

A 48 ore dalle elezioni presidenziali i candidati: lo sfidante Romney ed il Presidente uscente Barack Obama stanno attraversando in lungo ed in largo gli Stati chiave, quelli considerati indispensabili per la vittoria. Lo Stato dell’Ohio è uno di questi. Da sempre considerato un swing state, uno Stato che può andare in una direzione o nell’altra. Il rush finale della campagna elettorale è tutto concentrato sul lavoro. La gaffe di Romney circa la presunta delocalizzazione della produzione di Jeep operata da Chrysler / Fiat in Cina ha ridato vigore ad Obama. Per smentire Romney è sceso in campo lo steso Sergio Marchionne che ha chiaramente dichiarato che in Cina si produrranno solo vetture per il mercato cinese. Il colpo è stato accusato da Romney. Altra variabile elettorale è quella del voto femminile (da sempre molto sensibile alle politiche sanitarie USA, dalla contraccezione all’aborto). Si tratta di convincere le donne ad andare a votare. La delusione post elezione di Obama è stata cocente.
I sondaggi danno Obama in vantaggio di uno/due punti. Tuttavia la simpatia degli elettori è a favore di Obama. 85 elettori su cento dichiarano Obama più simpatico di Romney. Sono tutte strategie di comunicazione per far pendere il voto da una parte o dall’altra. Resta il fatto che Obama e Romney rappresentano davvero due volti diversi dell’America. E chi voterà per l’uno o per l’altro farà una precisa scelta di campo. Un’America più sociale e più internazionalmente cooperativa o una America ipercapitalista ed ancora gendarme del mondo.

redazioneIconfronti

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