Obbligatorio aggiornare i dati personali anche negli archivi online

Obbligatorio aggiornare i dati personali anche negli archivi online
Foto: modiv.it
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I dati personali vanno aggiornati anche negli archivi giornalistici on line. Lo ha stabilito il Garante della Privacy che ha contestualmente accolto i ricorsi di due cittadini che si erano rivolti all’Autorità per chiedere la rimozione dell’archivio storico on line di alcuni articoli. I due cittadini avevano chiesto l’intervento del Garante in quanto insoddisfatti del riscontro ottenuto dall’editore: volevano la rimozione dall’archivio storico on line di alcuni articoli che riguardavano gravi vicende giudiziarie in cui erano rimasti coinvolti o, nella peggiore delle ipotesi, l’integrazione o l’aggiornamento delle notizie con esiti delle successive sentenze.
In base alla decisione del Garante, spetterà all’editore individuare modalità che segnalino al lettore l’esistenza di rilevanti sviluppi delle vicende che riguardano, nella fattispecie, le due persone che si sono appellate all’Autorità: la segnalazione potrà avvenire con un link, un banner o con una nota all’articolo.
L’adozione di questo accorgimento è in grado di garantire alle persone il rispetto della propria identità, così come si è evoluta nel tempo, consentendo al lettore di avere un’informazione attendibile e completa.
Nel riconoscere la liceità della conservazione degli articoli di cronaca nell’archivio storico on line del quotidiano, il Garante della privacy, come in molti altri casi esaminati in passato, ha detto no alla rimozione degli articoli, considerata un’operazione che avrebbe alterato l’integrità dell’archivio; l’Autorità ha ritenuto, inoltre, che i ricorrenti avessero diritto ad ottenere l’aggiornamento o l’integrazione dei dati personali.
Nei due casi esaminati dal Garante, alcuni sviluppi successivi alla vicenda avevano modificato profondamente i contenuti dei primi articoli di cronaca.
La decisione del Garante si pone anche in linea con una recente sentenza della Cassazione che, nell’affrontare un caso analogo, ha statuito che per salvaguardare l’attuale identità sociale di una persona occorra garantire la contestualizzazione e l’aggiornamento della notizia di cronaca attraverso il collegamento ad altre informazioni successivamente pubblicate.
I due ricorrenti avevano chiesto di rendere inaccessibili i vecchi articoli dai comuni motori di ricerca. Il Garante sull’argomento ha dichiarato il non luogo a provvedere perché, seppure dopo la presentazione del ricorso, l’editore aveva adottato gli accorgimenti tecnologici per “deindicizzare” gli articoli.
Uno dei due provvedimenti adottati dal Garante è stato impugnato dall’editore di fronte all’autorità giudiziaria.

Barruggi

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