Scioperano i giornalisti del Gruppo Espresso (anche web e radio-tv)

Scioperano i giornalisti del Gruppo Espresso (anche web e radio-tv)

Riduzioni da parte dell’azienda dei costi a carico del personale giornalistico, già penalizzato dai mancati turnover: è questa la principale motivazione della giornata di sciopero indetta da tutto il gruppo Espresso.
Per la giornata odierna scioperano tutte le testate del gruppo: Repubblica, i 18 quotidiani locali – che non saranno in edicola domenica – i siti Repubblica.it, Finegil, Espresso, Le Scienze, National Geographic. Giornata di silenzio nelle radio che appartengono al gruppo.
I Comitati di redazione del Coordinamento del Gruppo editoriale pare abbiano ricevuto solo risposte negative dall’Azienda in un incontro svoltosi mercoledì in cui i Cdr avevano sollecitato un piano di rilancio di tutte le testate, chiesto garanzie sugli organici e immediata moratoria del piano di ristrutturazione di Finegil Roma.
Allo sciopero si è giunti dopo alcuni incontri nella Capitale in cui sarebbero stati confermati i tagli all’Agl e annunciato un piano di risparmi per i quotidiani locali con una serie di contratti di collaborazione non confermati.
Lo sciopero di oggi è il primo segnale di protesta. Nel comunicato diffuso dai Cdr – pubblicato sul sito di Franco Abruzzo si legge che le prospettive illustrate dall’azienda nell’incontro di mercoledì «appaiono in clamoroso contrasto con l’utile di bilancio dei primi nove mesi di 26,4 milioni di euro approvato nei giorni scorsi dal Cda del Gruppo Espresso e con le recenti affermazioni del presidente Carlo De Benedetti (foto): “La creazione di lavoro è la priorità che abbiamo davanti. Sarebbero guai se pensassimo che competitività e produzione si difendono con una anacronistica riduzione dei costi”».
I Cdr chiedono all’Azienda «l’immediata presentazione di un progetto che tuteli il patrimonio professionale e i valori del Gruppo Espresso fondati su autonomia e libertà di informazione, soprattutto in questo momento in cui vengono ancora una volta messi a rischio da leggi bavaglio». Chiedono, inoltre «una moratoria sul ridimensionamento degli organici, la difesa dei contratti a termine e l’apertura di un confronto in sede Fieg-Fnsi per ripristinare corretti rapporti sindacali e per discutere delle prospettive di rilancio dell’intero Gruppo».
Al fianco dei giornalisti del Gruppo Espresso si è subito schierata la Federazione Nazionale della Stampa: «Siamo al fianco dei giornalisti del Gruppo nella preoccupazione per la tenuta dei livelli occupazionali e per le istanze di sviluppo del gruppo in questi giorni frenate da annunciati stati di crisi dell’Agl. La Fnsi ritiene che le ragioni dello sciopero debbano essere ascoltate e debbano trovare chiarimenti e risposte al tavolo di un leale confronto per il quale conferma tutta la propria disponibilità assieme ai colleghi. In una fase caratterizzata da una pesante crisi economica, il sindacato dei giornalisti auspica che l’editore voglia avviare al più presto una nuova fase di confronto con i comitati di redazione per il rilancio degli investimenti e per il rafforzamento delle testate e del lavoro giornalistico. La Fnsi, consapevole delle difficoltà di un quadro economico che si ripercuote sul mercato editoriale, è convinta che vada fatto ogni sforzo per la composizione delle vertenze e per evitare l’inasprimento delle situazioni di disagio e di conflitto che si vanno manifestando».

Barruggi

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