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Ogni cristiano è chiesa

Ogni cristiano è chiesa
di Michele Santangelo

ascensione_del_signoreQuelli un poco più avanti negli anni ricorderanno che la festa dell’Ascensione, che attualmente viene celebrata in coincidenza con la settima domenica di Pasqua, giornata di per sé festiva, una volta ricorreva il giovedì dopo  la sesta domenica, cioè quaranta giorni dopo la Risurrezione, e si trattava di un giorno festivo anche civilmente. Poi, con una legge del 1977, lo stato italiano abolì la validità civile di alcune feste, che, nel linguaggio ecclesiastico, venivano chiamate “di precetto” e tra queste anche l’Ascensione, che in diversi altri paesi europei continua, invece, ad essere giornata festiva a tutti gli effetti. Con il passare del tempo, anche nella pietà popolare non ha più lo stesso impatto che aveva un tempo. Tuttavia, nel calendario ecclesiastico, è considerata una delle solennità più importanti ed è anche molto antica, se si pensa che nel Concilio di Elvira che si celebrò all’inizio del 300 d.C., si decise che essa non dovesse essere celebrata in coincidenza con la Pasqua o con la Pentecoste. Ma è probabile che il concilio non abbia voluto mettere l’accento sul numero quaranta come per individuare un tempo preciso dopo il quale, Gesù sarebbe asceso al cielo, quanto piuttosto l’opportunità di sottolineare in una festa distinta il fatto che dopo un periodo seguente alla Risurrezione in cui Gesù con una serie di eventi particolari, magari anche prodigiosi, con i quali egli continuò a mostrarsi presente ai suoi discepoli, abbia voluto investirli del compito di diventare essi stessi annunciatori del lieto annunzio. Quindi il numero quaranta sta piuttosto ad indicare un tempo intermedio, un tempo di passaggio, di preparazione affinché essi, cioè la giovane Chiesa che si era formata dopo la Risurrezione, acquisissero la forza necessaria per mezzo dello Spirito che Gesù, ormai entrato  nella gloria, in una dimensione fuori del tempo,  poteva comunicare alla Chiesa ancora nella dimensione terrestre, per poter essere testimone di Lui a “Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra”.  E il brano di Vangelo di Marco rimanda ad un mandato ancor più esplicito rivolto agli “undici” – Giuda aveva preso un’altra strada – “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura”, ma non: questo è il vostro compito, arrangiatevi, anzi: “Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano”.  Ai suoi discepoli il risorto affida innanzi tutto il compito di annunciare il vangelo, cioè che Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio a morire sulla croce e che Dio lo ha risuscitato dai morti e fatto sedere alla sua destra per manifestare il meraviglioso destino a cui tutti quelli che accolgono il suo messaggio sono  destinati. L’esperienza degli apostoli continua nella storia e sempre con la presenza vivificante di Gesù. egli infatti corporalmente è fuori della storia, ma continua ad agire in essa; è asceso al cielo, ma opera ancora nel “tempo” della Chiesa e del mondo, per mezzo dello Spirito Santo: “avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi”. Ogni cristiano si deve sentire a servizio del progetto salvifico di Dio e da Lui realizzato nella Pasqua di Gesù, la cui ascensione al cielo ne è parte integrante. Da ciò consegue che ciascun cristiano a sua  volta è Chiesa che agisce nella storia e per la storia avendo come punto di riferimento la persona e la parola di Gesù. Non capita raramente di sentire espressioni come: “credo in Dio, ma non nella Chiesa”, come se la Chiesa fosse altro da sé. E ciò capita specialmente quando capita di vedere una Chiesa non completamente fedele alla vocazione che la costituisce corpo di Cristo. Ma è proprio in queste occasioni che calza a pennello l’avvertimento di S. Paolo: tutti siamo “un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati…, Un solo Dio Padre di tutti , che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti”.

 

 

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