Omicidio di Melania, il Pm chiede l’ergastolo per il marito

Omicidio di Melania, il Pm chiede l’ergastolo per il marito

I pm di Teramo Greta Aloisi e Davide Rosati hanno chiesto l’ergastolo per Salvatore Parolisi il caporalmaggiore dell’Esercito accusato di aver ucciso la moglie Melania Rea (nella foto con il marito). Per i sostituti procuratori della Repubblica di Teramo, Greta Aloisi e Davide Rosati, l’uomo è il solo responsabile del delitto della donna campana morta il 18 aprile 2011 a Ripe di Civitella (Teramo) con 35 coltellate. Ad ascoltare la richiesta dei pm c’era anche lo stesso Parolisi, presente in aula. Dopo una breve pausa, il processo è ripreso poco fa con l’arringa della parte civile rappresentata dall’avvocato Mauro Gionni.
La requisitoria del Pm è durata più di due ore ed è avvenuta a porte chiuse, perché con rito abbreviato. Fuori dall’aula sono finiti anche i tre periti di parte civile per espressa decisione del giudice: si tratta di Margherita Carlini, Maria Baldi e Roberta Bruzzone che hanno redatto le perizie per i famigliari Rea. Fuori dal tribunale di Teramo non c’era molta gente, solo qualche Tv: la decisione di far scorrere il processo a porte chiuse ha scoraggiato media e semplici curiosi.
Emozione palpabile tra il papà di Melania e per l’imputato Salvatore Parolisi. Uno in aula, l’altro dietro le sbarre: papà Gennaro e Salvatore stavolta hanno incrociato lo sguardo tra di loro. «Ci siamo guardati sì – ha ammesso il papà di Melania durante la pausa del processo all’ex caporale campano – Salvatore è sempre il solito, quando il Pm Rosati parlava dei soldi lui ridacchiava… Uno sbruffone mi chiedete? Sì, può essere il termine giusto». Papà Rea ha ascoltato la requisitoria dei due procuratori ed ha ammesso «per me non è cambiato niente», nel senso che già sapeva tutto. «E’ stata però una requisitoria a senso unico», verso la colpevolezza di Salvatore Parolisi. «E’ quello che ci aspettavamo la richiesta di un ergastolo senza attenuanti». Così l’avvocato della famiglia Rea, Mauro Gionni, all’uscita dell’aula.

m.amelia

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