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Omicidio Melania 4 / Il fratello: la verità a Vittoria causerà dolore

Omicidio Melania 4 / Il fratello: la verità a Vittoria causerà dolore

Lungo sfogo di Michele Rea (foto), il fratello di Melania, il quale il giorno dopo la sentenza di condanna del cognato Salvatore Parolisi, pensa alla piccola Vittoria, rimasta orfana di madre e con il padre in carcere per il suo omicidio. «Dirle la verità – ribadisce – causerà dolore quasi come per la morte di Melania». «Adesso la piccola Vittoria si trova con gli altri nonni, stamattina è venuta la zia a prenderla per portarla a Frattamaggiore dove vivono i nonni paterni. Con i Parolisi abbiamo un rapporto, non buono, solo per Vittoria, altrimenti non avrebbe ragione di esistere. La mia famiglia non ha mai ostacolato i Parolisi nel vedere la loro nipotina. Riteniamo che sia giusto così. Poi sarà il giudice a decidere per l’affidamento».  Il fratello di Melania poi ha chiesto di poter ringraziare «tutti gli amici, i giornalisti, soprattutto i tanti cittadini che non abbiamo mai conosciuto per la grande solidarietà che ci stanno dando da quando Melania è stata uccisa. E fino a ieri sera quando il gup di Teramo ha emesso la sentenza. C’è un signore che ci chiama spesso da New York per dirci una parola d’affetto e anche ieri sera è stato tra i primi a telefonarci per esprimere la propria soddisfazione per la condanna all’ergastolo di Parolisi. Anche il sindaco di Folignano (Ascoli Piceno) dove Melania viveva ci ha telefonato per solidarizzare con noi. É stato l’unico rappresentante delle istituzioni a farlo», ha proseguito l’uomo che infine ha detto: «L’ergastolo a Salvatore Parolisi è stato un atto di giustizia per tutta l’Italia».
Il fratello di Melania ha ripercorso tutta la vicenda: «All’inizio pensavamo che Salvatore Parolisi fosse innocente, che non fosse lui l’assassino di mia sorella Melania. Poi poco per volta è venuta fuori la verità. Non c’è stata una causa scatenante che ci ha aperto gli occhi ma tanti fattori che ci hanno fatto intendere che Parolisi c’entrava con l’omicidio. I suoi depistaggi, il dna, e tante altre cose ci hanno fatto dubitare di lui. Ieri sera questi dubbi hanno trovato conferma nella sentenza all’ergastolo». Un anno e mezzo e poco più per sapere chi fosse l’assassino di sua sorella Melania, da quel maledetto 18 aprile quando la giovane donna sparì come nel nulla. Poi il ritrovamento, due giorni più tardi, del suo corpo lacerato da 35 coltellate nei boschi di Ripe di Civitella nel teramano. Dopo una notte insonne, trascorsa a meditare sulla sentenza del gup di Teramo Marina Tommolini, Michele Rea rievoca i momenti della lettura della sentenza del giudice dell’udienza preliminare. «Sono stati momenti di forte emozione. La prima cosa che mi è venuta in mente è stato telefonare a mia madre. Sono stato io a dirglielo e dall’altro capo del telefono ho sentito che è esplosa in lacrime. Mia madre è sconvolta, come tutti noi. Avevamo sete di giustizia, finalmente è arrivata. Ma l’ergastolo a Parolisi sicuramente non allenterà il nostro dolore neanche un po’. Il nostro dolore non finirà mai».

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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