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Omicidio Vassallo: luogo del delitto “inquinato”, Dna per 60

Omicidio Vassallo: luogo del delitto “inquinato”, Dna per 60

Il luogo dell'agguato

Il luogo del Salernitano dove il 5 settembre del 2010 fu assassinato il sindaco di Pollica-Acciaroli Angelo Vassallo «non fu adeguatamente preservato» e, per distinguere le tracce dell’assassino, la Procura di Salerno ha disposto il test del Dna su sessanta persone. Secondo quanto scrive oggi La Repubblica, l’obiettivo è accertare a chi appartengono l’impronta di una mano sull’auto del sindaco-pescatore e le tracce biologiche rilevate su uno dei bossoli. Un censimento con il quale gli inquirenti si augurano di potere escludere quanti – tra investigatori, giornalisti e anche un magistrato – accorsero nel luogo in cui venne ucciso Angelo Vassallo e, quindi, isolare le tracce del killer. Una eventualità, quest’ultima, che rappresenterebbe una svolta nelle indagini sull’uccisione di Vassallo. Indagini, che, a quanto pare furono “inquinate” immediatamente dopo il ritrovamento del cadavere dell’allora primo cittadino di Pollica-Acciaroli. Angelo Vassallo venne ucciso la sera del 5 settembre 2010. Era in auto, stava rincasando. Si fermò davanti al suo assassino, abbassò il finestrino. Forse lo conosceva. Una mano incerta, nervosa, forse furiosa, arrabbiata, esplose nove colpi di pistola da una calibro 9. Sette andarono a segno. Dall’omicidio al rinvenimento del corpo passarono diverse ore. Ore preziose, che consentirono al killer di far perdere le proprie tracce. L’arma non è stata mai ritrovata. Per competenza territoriale la Procura di Vallo della Lucania fu la prima a occuparsi del caso. Il rapporto dei carabinieri fu inoltrato al pm Alfredo Greco. Ma in meno di 48 ore, al termine di una riunione tra gli uffici giudiziari di Vallo e Salerno, prevalse la tesi del delitto di camorra e si decise di affidare l’inchiesta alla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, guidata dal procuratore capo Franco Roberti. L’inchiesta è curata dai pm Rosa Volpe e Valleverdina Cassaniello. Che coordinano uno spiegamento di forze imponente: i Ros dei Carabinieri, la Polizia, la Dia. L’impegno non manca. L’omicidio Vassallo è priorità assoluta nella scaletta di lavoro della procura salernitana, che non ha mai smesso di studiare le nuove informative e convocare testimoni vecchi e nuovi per approfondimenti investigativi. Si attende da un momento all’altro la ‘svolta’. La scoperta decisiva. Il tassello mancante.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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