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Ora anche la Lega mette alle corde Formigoni

Ora anche la Lega mette alle corde Formigoni

Ore 19, a Milano Matteo Salvini e Roberto Maroni si riuniscono per discutere del futuro di Roberto Formigoni (nella foto) e della sua giunta, dopo l’ennesimo scandalo che ha portato in galera l’assessore Zambetti, con l’accusa di voto di scambio con la ‘ndrangheta. Negli stessi minuti, a Roma i vertici del Pdl si riuniscono in più ‘sessioni’ per affrontare l’emergenza. La tensione è altissima. Stavolta, questo circola nei Palazzi romani, il Carroccio sembra intenzionato a fornire un segnale concreto di discontinuità. Pare, almeno di questo si discute nel Pdl, che dalla Lega sia partito una sorta di ultimatum diretto a Formigoni. Il segnale ‘minimo’ che i lumbard potrebbero richiedere al governatore passa per un azzeramento della giunta regionale. Anche se un’anima del partito spinge per la rottura immediata. La partita è ancora apertissima. Nella Lega si valutano diversi scenari, nel caso in cui il governatore non rispondesse all’appello del Carroccio. Una delle ipotesi sul tappeto – estrema – prevede il ritiro dei consiglieri regionali leghisti dal Consiglio, come già accaduto nel Lazio. Un’altra immagina una presa di posizione pubblica leghista, nella quale i vertici leghisti richiedono un impegno del governatore per traghettare la Lombardia a breve al voto. Una via di mezzo potrebbe essere il ritiro degli assessori ‘padani’ dalla giunta Formigoni e una contestuale richiesta di azzeramento dell’intero governo regionale. Ma non basta. Anche nel Pdl è in atto una discussione serrata – soprattutto nell’ex Forza Italia – su quale sia la migliore strategia per affrontare l’ondata di scandali. E non tutti ritengono che la via migliore sia quella di arroccarsi in difesa di una giunta ormai traballante. Molto significative le parole di Maria Stella Gelmini, che in un comunicato pesato parola per parola ha fra l’altro rilevato: «Il mondo della politica è sotto schiaffo e diventa sempre più difficile distinguere il grano dal loglio. Anche se le responsabilità penali sono sempre personali, di fronte all’opinione pubblica la politica è tutta sotto accusa». Una parola definitiva, è probabile, emergerà dal summit convocato per questa sera da Maroni.

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