Oriana Fallaci ha torto

Oriana Fallaci ha torto
di Angelo Giubileo
La giornalista e scrittrice Oriana Fallaci
La giornalista e scrittrice Oriana Fallaci

A’ la guerre comme à la guerre. In pratica, tradotto dal francese, significa che ogni situazione va accettata per quella che è e per le circostanze concrete del caso occorre contentarsi delle risorse disponibili. Ma, se il casus belli è l’attacco a Parigi dell’Isis, purtuttavia ciò non consente che Oriana Fallacci avesse, come in effetti non ha, ragione.
Prova ne è che le frasi da lei pronunciate fin dal giorno dopo l’attacco alle Torri Gemelle non hanno fermato in tutti questi anni il processo di globalizzazione e, conseguentemente, il processo di crescita e sviluppo della “civiltà” cosiddetta “occidentale”, di cui lo stato degli U.S.A. è il primo testimone e fautore. In proposito, si è detto perfino di un Ordine Mondiale (cfr. H. Kissinger; 2015), spesso discusso e talvolta finanche discutibile, ma pur sempre di un ordine che persegua il fine, mai raggiunto e sempre raggiungibile, di crescita e di sviluppo di una “civiltà” basata – semplificando forse ma non troppo considerati gli oltre due secoli già trascorsi – sui valori di liberté, égalité , fraternité.
Perché, una “civiltà” è tale proprio perché espressione delle modalità di convivenza e collaborazione reciproca di diverse cosiddette “etnie” – di contro ad operazioni che anche in un recente passato sono state definite di “pulizia etnica” – o “identità culturali”, quali quelle di cui discuteva la Fallaci. Rivendicare la propria “identità culturale” non è mai stato un fattore d’integrazione. Piegare i portatori d’“identità” diverse alla propria, è sempre stato un elemento di divisione e di scontro. La storia, questo insegna. Non altro.
Tutte le “civiltà” del passato (cfr. E. H. Cline, 1177 a. C. Il collasso della civiltà; 2015), così come nel presente, sono state e sono tali proprio perché in grado di accogliere e assimilare “identità culturali” diverse, ovvero renderle tutte in egual modo partecipi di un unico destino (de-stino, che dice dello stare e dello stare dell’essere medesimo) comune.
A’ la guerre comme à la guerre, ma Oriana Fallaci ha avuto e ha torto.

redazioneIconfronti

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