Palinuro, grotte micidiali per l’idrogeno zolforato

Palinuro, grotte micidiali per l’idrogeno zolforato
Guarda costiera e soccorsi nei pressi della grotta del sangue

Le grotte di Palinuro sono tristemente famose per la loro pericolosità, dovuta ad una particolare conformazione, e anche per le esalazioni di idrogeno zolforato che si sprigionano al loro interno, sostanza più velenosa del cianuro. E purtroppo sono tanti i subacquei che sono morti rimanendo intrappolati nelle grotte. L’incidente più grave, finora, è avvenuto l’11 settembre del 1996, quando tre polacchi, Fall Spyrka di 19 anni, Gregorz Sosinka di 21 e Witold Olszowski di 37 anni, hanno perso la vita durante una immersione nella grotta denominata “Scaletta” a Punta Iacco. I loro corpi sono stati trovati ad una profondità di circa 45 metri, all’interno di un lungo cunicolo. I tre polacchi, insieme ad altri 32 compagni, facevano parte dell’Accademy Club di Cracovia, una scuola di immersione, ed erano in possesso di patentino. Per tutta la settimana avevano eseguito immersioni, servendosi di gommoni e cartine dei fondali da visitare. Erano stati avvisati dai sub locali della pericolosità delle grotte di Palinuro. Nel 1984, il 16 agosto, a morire furono due giovani speleologi subacquei friulani, Stefano Modonetti, di 29 anni, e Luigi Savoi, di 28. Stavano esplorando una grotta sottomarina nelle acque della “Cala Fetente” a Palinuro. I due, che facevano parte di un gruppo di speleologi di Udine, avrebbero dovuto esplorare un cunicolo che porta in una grande grotta sottomarina. Per motivi non accertati, però, i due subacquei percorsero per una cinquantina di metri un cunicolo cieco dal quale non riuscirono a tornare indietro. Il 2 settembre 1998 morirono nei fondali della Grotta Azzurra di Palinuro due subacquei milanesi: Giuseppe Tosi, 30 anni, e Maurizio Melon, 44 anni. I loro corpi furono trovati prigionieri nella Camera della Neve, un cunicolo a quasi venti metri di profondità. Il 5 agosto 1994 a perdere la vita nelle grotte di Palinuro fu un altro subacqueo milanese, Mauro Bossi, di 33 anni. Bossi aveva raggiunto con una motobarca, a bordo della quale vi erano anche alcuni amici, la spiaggia del Buondormire e si era tuffato per esplorare le numerose grotte della zona, da cui non è mai risalito.

m.amelia

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