Pallottole, beni confiscati e qualche dubbio che il Pd dovrà sciogliere

Pallottole, beni confiscati e qualche dubbio che il Pd dovrà sciogliere
di Pietro Nardiello
Foto: tg24.sky.it

Mentre si festeggiava l’inizio del nuovo anno, a San Cipriano d’Aversa, feudo del clan dei Casalesi in provincia di Caserta, malviventi a bordo di una macchina hanno esploso 4 colpi d’arma da fuoco sul portone del ristorante pizzeria Nuova Cucina Organizzata, locale simbolo dell’antimafia sociale e del riscatto di una terra che dal controllo dei Bardellino è passata a quelle delle nuove famiglie affiliate ai nuovi clan della zona. In questo luogo, simbolo anche di un’imprenditoria di un Sud produttivo, vi lavorano uomini e donne con problemi psichici che sono riusciti a integrarsi grazie alla cultura dell’accoglienza e del lavoro e non a rimanere soggetti isolati bisognosi solo di cure. Uomini e donne con sentimenti e idee che sono poi diventati anche una colonna portante de “Il Festival dell’Impegno Civile”, unica rassegna italiana, ideata dal sottoscritto, realizzata esclusivamente nei beni confiscati alla camorra. Non si tratta del primo “assalto” criminale a un baluardo dell’impegno e della normalità e, probabilmente, non sarà nemmeno l’ultimo anche se la forza di reazione di queste persone è più forte di qualsiasi atto del genere. Da San Cipriano a Napoli il passo è breve, una trentina di chilometri per raggiungere la zona nord e la sua VIII Municipalità dove, nel rione di Chiaiano, ben sedici anni fa lo Stato ha confiscato alle organizzazioni camorristiche un terreno agricolo di 14 ettari coltivato con pescheti e viti, nel parco delle colline metropolitane proprio ad un palmo dalla cava dove l’allora governatore Bassolino insieme al cavaliere Berlusconi vollero collocare la discarica di rifiuti cittadina.
Silenziosamente, però, i contadini referenti del clan continuano ininterrottamente a coltivare quella terra senza che nessun politico, municipalità, magistrato, associazione e organo di stampa proferisse parola fino al febbraio dello scorso anno, quando gli uomini del commissariato di Scampia sequestrano nuovamente il terreno sfrattando definitivamente gli occupanti abusivi. Il Comune a questo punto decide di affidare il terreno all’Associazione (R)Esistenza Anticamorra di Scampia, l’unica realtà che ne fa richiesta e che, in pochissimo tempo, raccoglie le pesche trasformandole in marmellate e succhi di frutta prodotti che vengono venduti permettendo così la creazione di un circuito economico.
A questo punto si fa avanti il consigliere della Municipalità Mario Maffei, quota Pd, che svegliandosi improvvisamente dal sonno che ha contraddistinto lui e i suoi colleghi in tutti questi anni chiede al Sindaco di Napoli De Magistris di affidare, definitivamente, quel terreno con un bando pubblico bloccando di fatto le attività dell’associazione e dei volontari che la sostengono. Mi chiedo come mai il consigliere Maffei abbia pensato di formulare questa richiesta, seppur legittima, ma che risulta tardiva al sindaco solo dopo che vi sia stato un temporaneo affidamento, e come mai tace in merito a un altro bene confiscato, nel caso specifico un appartamento, ubicato sempre nel quartiere di Chiaiano, a un chilometro circa dal terreno, e che leggendo gli atti del Comune risulta vandalizzato e abbandonato perché la cooperativa alla quale era stato affidato ha preferito non accettare l’incarico? Un intervento chiarificatore anche della direzione del Partito Democratico che continua ad arruolare tra le sue fila, in vista delle prossime elezioni, uomini e donne che si batteranno se eletti per la legalità è auspicabile e necessario.
Inoltre mi chiedo come mai si continua a dare spazio e alimentare dibattito, e a pensare alla realizzazione di fiction, fondando la propria azione su romanzi come Gomorra oramai datati, mentre nessuno di questi signori che dicono di tenere così tanto alle sorti di Napoli e delle sue periferie, crede sia giusto raccontare e far emergere queste contraddizioni che, a mio avviso, sono più pericolose dei proiettili di San Cipriano?

redazioneIconfronti

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