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Panic mam [mamma in preda al panico]

Panic mam [mamma in preda al panico]
di Nicoletta Tancredi

image– Pronto? (risponde mia cugina con voce pacata)
– Scusami se ti chiamo (irrompo con tono sovreccitato), lo so, sei impegnata, sicuramente, però è importante, è una cosa fondamentale … Uno che ce l’ha a fare una cugina psicoterapeuta dell’età infantile? Insomma, se non lo chiedo a te, a chi?
– …
(Percepisco un silenzio che prelude, probabilmente a una risposta, ma proseguo, come un kamikaze, oppressa dall’urgenza della questione)
– Vado subito al dunque. Sai com’è, ho portato le bambine in piscina … ti ricordi quel corso che facevo con Paola e finché ero incinta di Camilla? … l’acquaticità neonatale … si fa dai tre mesi ai tre anni e questo è l’unico anno in cui posso portarle entrambe. Perciò lo faccio. Anche perché mi sono detta: Paola l’ha fatto ed è giusto che lo faccia anche Camilla. Ma se portassi solo Camilla, per Paola sarebbe sperequativo. E così le porto tutte e due. Una faticata, certo, ma è una fantastica esperienza. Solo che, e “solo” si fa per dire, credo, Maria, (con tono tra il confidenziale e il preoccupatissimo, quasi sussurrato), credo proprio che le mie figlie abbiano problemi di socializzazione!
– …
– E io che credevo di no! (proseguo con un piglio impetuoso e adirato) Io che mi illudevo che la piscina potesse avere solo risvolti positivi. Io che quest’estate ero tutta soddisfatta quando i bagnanti si divertivano a guardare Paola tuffarsi e rituffarsi … proprio qui dovevo accorgermi che evidentemente sto sbagliando tutto, nell’educazione di tutti i giorni, nel farle relazionare con gli altri!
– …
– Gli altri bambini giocavano da soli. Le mie erano appiccicate a me. E non mi lasciavano andare neanche con lo sguardo. Sorvegliata speciale!
– Ma quanti bambini c’erano? (mia cugina tenta di avere un quadro chiaro)
– Ce n’erano, ce n’erano, e della loro età. E avrei voluto farteli vedere. Quanto erano disinvolti! E Paola, invece, non voleva stare che vicino a me. Per non parlare di Camilla. Non appena l’istruttrice la prendeva in braccio, iniziava a lamentarsi, finché non la riprendevo.
– Ma Camilla ha sette mesi, questa è un’età … (mia cugina cerca di razionalizzare)
– No, no, no, nessuna attenuante! Pensa che non ha fatto neanche una calatina. Sempre in braccio a me. Che poi, a dire il vero, con me rideva e scherzava, stava bene, eh! Ma solo con me! Insomma, la situazione è chiara: queste bambine hanno problemi di socializzazione, non cercano gli altri, sono troppo appiccicate a me e non saranno mai indipendenti! L’opposto di quanto possa augurarsi una mamma. Il risultato di un’impostazione totalmente errata. Mah! Va bene (nel tentativo di auto-rasserenarmi) che ci vuole pazienza con i bambini. Magari la prossima volta andrà meglio. Anzi devo chiedere alla mamma dei bimbi coetanei di Paola e Camilla se anche per loro questa era la prima lezione.
– Perché, scusa, (con tono tra il divertito e l’incredulo) questa era la prima volta che le portavi in piscina?
– Eh sì!
– Per cortesia, chiamami almeno tra un mese!

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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