Papa Renzi come Francesco

Papa Renzi come Francesco
di Alfonso Liguori

3171605356Ci siamo soffermati ad analizzare le sue mani in tasca, il colore della cravatta o il tono sfrontato, il modo di gesticolare, i tempi dei suoi discorsi, la capacità di parlare “a braccio”, il contrapporsi ai senatori e/o ai deputati, ma credo che qualcosa di fondamentale sia sfuggito nella analisi della modalità comunicativa del nuovo Presidente del Consiglio.

Matteo Renzi ha un riferimento estremamente preciso, e su quello punta tutto, non tanto per l’oggi quanto per un domani che nella sua testa è già chiaramente disegnato.

Il primo elemento evidente è la ricerca della semplicità: lo ha ribadito più volte che si deve essere semplici nello scrivere le leggi così che tutti possano comprenderle, ma anche nel rivolgersi ai cittadini, e non si potrà mai pretendere che il suo Governo parli diversamente dentro e fuori le istituzioni.

Il secondo è quello della “contrapposizione con schieramento”: ha stigmatizzato senatori e deputati come “casta”, come “gerarchia”, come esseri lontani dalla vita reale, che non sanno cosa accade fuori dal Palazzo e non hanno rapporto con i problemi veri del popolo italiano. In questa partita egli si schiera senza dubbi dalla parte dei cittadini e contro la gerarchia.

Un altro elemento passato sotto tono ma di fondamentale importanza, è la telefonata a Lucia Annibali, la donna avvocato sfregiata con l’acido, telefonata certo non istituzionale.

E ancora, il richiamo alle condizioni di dolore e al senso della dignità dei professionisti: il racconto della sua esperienza come sindaco alle esequie di un ragazzo morto in un incidente stradale, la citazione della sua amica Pina, disabile, e l’accesa perorazione della causa degli insegnanti, oggi mal pagati e mal considerati rispetto a tempi in cui “la maestra era un punto di riferimento” per la comunità.

Riavvolgete il nastro, e osservate: chi è che negli ultimi tempi si è costantemente speso per i poveri, la dignità delle persone, si è concretamente messo contro la gerarchia e la burocrazia, addirittura contro i “poteri forti”, ha avuto comportamenti assolutamente informali, ha posto la semplicità dell’eloquio come base del suo rapporto con chi lo ascoltava, ha rotto gli schemi e ha, con questi suoi modi sinceri, raccolto un consenso popolare, umano, direi affettivo senza precedenti?

Ma certo, avete capito, Lui, il Santo Padre, papa Francesco. Matteo Renzi ha compreso che quello è il modello comunicativo che ha presa sulla gente, e tenta di metterlo in atto. Non Grillo, di cui ha bisogno solo come nemico politico visto che Berlusconi non è più in giro e oltre tutto vanno a braccetto, ma un riferimento più alto e completo. Quasi universale.

I motivi di questa scelta comunicativa sono abbastanza semplici: raccogliere consenso! Perché in politica questo conta, soprattutto sotto elezioni, il consenso. Quanto poi le cose dette corrisponderanno a quelle fatte, è cosa che deciderà… la Storia.

Renzi, come alcuni suoi compagni/nemici di partito sottolineano, punta alle elezioni a breve, ma deve arrivarci con il sacco già ben pieno. Si premurerà, dunque, di fare la nuova legge elettorale per la quale ha già un ampio accordo. La nuova legge, questo nuovo scempio democratico, gli darà la maggioranza assoluta e potrà quindi agire come l’uomo solo al comando. In fondo, come un Papa.

Tenterà di fare altre riforme, ma non ci riuscirà. E anche questo andrà a suo favore poiché potrà poi dire che non è stata colpa sua ma degli alleati di governo… Berlusconi docet.

Nel frattempo sblatererà contro la casta politica e amministrativa, andrà per scuole e ospedali, incontrerà lavoratori e insegnanti, parlerà con gli impiegati, con i panettieri che sudano la notte vicino ai forni perché noi si possa avere il pane fresco ogni mattina… e chissà che non ce lo si ritrovi anche a mietere il grano in maniche di camicia. Perché Lui sa cosa vuol dire lavorare, dare l’esempio e fare le cose, altro che quelli del Palazzo.

C’è però una sottile differenza che agli Italiani potrebbe non sfuggire: Papa Francesco, innanzi tutto, parla ai poveri e agli uomini di buona volontà, ma le sua battaglie contro la burocrazia le fa in silenzio e costantemente; Papa Francesco cerca di smontare un sistema corrotto, ma è stato eletto dalla maggioranza dei suoi “alti papaveri”, i quali lo conoscevano bene e volevano che egli smontasse quel sistema; Papa Francesco è sempre stato così, come noi oggi lo vediamo e conosciamo, egli crede e ha sempre creduto profondamente – in Cristo – in ciò che diceva e faceva, in ciò che dice e fa, anteponendo l’azione alla parola perché nel Testimoniare la parola è il fare; Papa Francesco non cerca il consenso, ma agisce solo nella sua Fede.

Possiamo e potremo dire, in coscienza, lo stesso di Matteo Renzi?

 

 

redazioneIconfronti

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