Mar. Lug 16th, 2019

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Paralmpiadi. l’italiano Marco Innocenti verso il podio

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E' il numero uno in Italia, il decimo nel ranking mondiale. A Londra potrebbe vincere una medaglia. Specialità, tennis categoria “quad”, quella di chi ha gambe paralizzate e difficoltà a un braccio. Campo di gioco, le Paralimpiadi. Marco Innocenti, 40 anni, fiorentino, su una carrozzina da 23 dopo uno scontro frontale mentre tornava a casa, ci spera: «Io in motorino, di là una macchina: era il 1989, avevo 17 anni, ci volai sopra, mi si sbriciolarono le ossa e divenni tetraplegico», racconta. «Oggi sono qui ma non parlate di medaglia. Sono stato due mesi e mezzo a letto per una ferita da decubito. Mi hanno messo cinquanta punti di sutura e ho ripreso ad allenarmi solo da luglio, i muscoli si erano atrofizzati». In realtà Marco Innocenti in questi giorni a Londra si allena nel massimo della concentrazione per fare il miglior risultato possibile. In Inghilterra è ‘hit man’, l’uomo dal colpo secco, il cecchino del quad. Chi lo conosce dai tornei internazionali dice di lui: «One shot, one goal. Un colpo, un punto» per la capacità di precisione. Il professor Piero Amati, direttore del Gruppo sportivo Unità Spinale di Firenze, che segue specifici progetti medico-scientifici per la pratica sportiva di chi ha lesioni spinali, riassume le qualità di Innocenti così: «Marco ha un servizio da 100-120 km orari, il polso d'acciaio e la capacità di indirizzare colpi che spiazzano gli avversari, è un giocatore balistico». L’1 settembre l’esordio alle Paralimpiadi con la prima partita del tabellone di doppio quad in coppia con Giuseppe Polidori, 44 anni, toscano di Grosseto. Il 2 settembre prima gara nel singolare quad. Ritroverà avversari già visti nel mondo. «I miei avversari sono fortissimi - spiega ancora -. Li conosco tutti, sono tutti grandi tennisti, inglesi, americani, israeliani, svedesi, australiani. Cercherò di fare del mio meglio pensando anche agli amici di San Casciano Val di Pesa (la cittadina presso Firenze dove vive, ndr) che stanno facendo il tifo per me». Nel 2011 ha vinto i tornei Open de l'Ile de Re in Francia, l’Austrian Open, il Mediterranean Open, e poi è stato finalista in Repubblica Ceca, e semifinalista nei tornei di Sardegna, Salisburgo e Sud Africa partecipando all’Invacare Double Master (riservato alle 4 migliori coppie di quad doppio del mondo). Nel 2012 è stato finalista al torneo di Brisbane e finalista in doppio e singolo nel torneo South Africa Airport Company. Ha partecipato a cinque campionati mondiali, giunse terzo in Svezia. Lo ha fatto in silenzio. Le sue vittorie non hanno fatto notizia, ma la maglia azzurra la indossa di diritto. Marco non ha veri sponsor e per sostenere il Gs Unità Spinale nel farlo partecipare ai tornei internazionali si organizzano cene paesane partecipatissime per raccogliere i fondi necessari. La gente scopre la tenacia di Marco così. L'ultima volta, a San Casciano, prima di partire, c’è stata una cena in piazza con maxi-torta alla frutta fatta da alcuni amici cuochi. E ora nei bar si allestiscono maxi-schermi tv per seguirlo nelle partite. L’incidente in motorino mentre andava a scuola, gli anni passati in casa su una carrozzina, la chiusura in se stesso con una vita davanti, oggi da Londra sembrano cartoline sbiadite.

E’ il numero uno in Italia, il decimo nel ranking mondiale. A Londra potrebbe vincere una medaglia. Specialità, tennis categoria “quad”, quella di chi ha gambe paralizzate e difficoltà a un braccio. Campo di gioco, le Paralimpiadi. Marco Innocenti (foto), 40 anni, fiorentino, su una carrozzina da 23 dopo uno scontro frontale mentre tornava a casa, ci spera: «Io in motorino, di là una macchina: era il 1989, avevo 17 anni, ci volai sopra, mi si sbriciolarono le ossa e divenni tetraplegico», racconta. «Oggi sono qui ma non parlate di medaglia. Sono stato due mesi e mezzo a letto per una ferita da decubito. Mi hanno messo cinquanta punti di sutura e ho ripreso ad allenarmi solo da luglio, i muscoli si erano atrofizzati». In realtà Marco Innocenti in questi giorni a Londra si allena nel massimo della concentrazione per fare il miglior risultato possibile. In Inghilterra è ‘hit man’, l’uomo dal colpo secco, il cecchino del quad. Chi lo conosce dai tornei internazionali dice di lui: «One shot, one goal. Un colpo, un punto» per la capacità di precisione. Il professor Piero Amati, direttore del Gruppo sportivo Unità Spinale di Firenze, che segue specifici progetti medico-scientifici per la pratica sportiva di chi ha lesioni spinali, riassume le qualità di Innocenti così: «Marco ha un servizio da 100-120 km orari, il polso d’acciaio e la capacità di indirizzare colpi che spiazzano gli avversari, è un giocatore balistico». L’1 settembre l’esordio alle Paralimpiadi con la prima partita del tabellone di doppio quad in coppia con Giuseppe Polidori, 44 anni, toscano di Grosseto. Il 2 settembre prima gara nel singolare quad. Ritroverà avversari già visti nel mondo. «I miei avversari sono fortissimi – spiega ancora -. Li conosco tutti, sono tutti grandi tennisti, inglesi, americani, israeliani, svedesi, australiani. Cercherò di fare del mio meglio pensando anche agli amici di San Casciano Val di Pesa (la cittadina presso Firenze dove vive, ndr) che stanno facendo il tifo per me». Nel 2011 ha vinto i tornei Open de l’Ile de Re in Francia, l’Austrian Open, il Mediterranean Open, e poi è stato finalista in Repubblica Ceca, e semifinalista nei tornei di Sardegna, Salisburgo e Sud Africa partecipando all’Invacare Double Master (riservato alle 4 migliori coppie di quad doppio del mondo). Nel 2012 è stato finalista al torneo di Brisbane e finalista in doppio e singolo nel torneo South Africa Airport Company. Ha partecipato a cinque campionati mondiali, giunse terzo in Svezia. Lo ha fatto in silenzio. Le sue vittorie non hanno fatto notizia, ma la maglia azzurra la indossa di diritto. Marco non ha veri sponsor e per sostenere il Gs Unità Spinale nel farlo partecipare ai tornei internazionali si organizzano cene paesane partecipatissime per raccogliere i fondi necessari. La gente scopre la tenacia di Marco così. L’ultima volta, a San Casciano, prima di partire, c’è stata una cena in piazza con maxi-torta alla frutta fatta da alcuni amici cuochi. E ora nei bar si allestiscono maxi-schermi tv per seguirlo nelle partite. L’incidente in motorino mentre andava a scuola, gli anni passati in casa su una carrozzina, la chiusura in se stesso con una vita davanti, oggi da Londra sembrano cartoline sbiadite.

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