“Partigiani della scuola e della Costituzione”, verso il movimento

“Partigiani della scuola e della Costituzione”, verso il movimento
di Giansandro Barzaghi

l43-scuola-pubblica-121011180141_bigDopo Bologna, Milano. Ripartendo dalla laicità, dalla Costituzione, dai giovani. Unificando le nuove resistenze.

Perché Bologna con il Referendum vinto sul “No” al finanziamento alle scuole private (Referendum poi negato dai “Giganti dai piedi di argilla”) ha squarciato la nebbia della palude e ha lanciato un sasso contro quel sistema integrato pubblico/privato che si inquadra bene nel governo delle larghe intese in cui vari soggetti, dalla Confindustria alla Curia, dalla Lega delle Cooperative alla Compagnia delle Opere, dal Pdl al Pd per finire alla maggioranza del Consiglio Comunale si sono impegnati per ribaltare il dettato costituzionale “senza oneri per lo Stato”. Ma per la prima volta hanno trovato una resistenza non di sparute avanguardie, ma di 50.000 cittadini bolognesi.

Per questo nel capoluogo lombardo la settimana scorsa si è tenuto un convegno nazionale sul tema e che vuole raccogliere quella pietra e trasformarla in una coscienza da far crescere con pazienza in modo da formare un vero e proprio movimento nazionale per la difesa e la riqualificazione della Scuola della Costituzione a partire dai Comitati per l’applicazione dell’Art.33 che stanno sorgendo in tutta Italia. Essi trovano oggi nuovo spazio dal fatto che, nella crisi, studenti, docenti e famiglie trovano sempre più intollerabile che consistenti risorse vadano alle scuole paritarie private a fronte di una scuola pubblica statale che va letteralmente a pezzi come conseguenza dei tagli micidiali dei vari governi. Qui c’è una questione non solo ideologica, ma concreta che tocca in modo diretto le condizioni materiali di milioni di persone.
E così per gli Enti Locali che, nei tagli che mordono, devono scegliere se continuare a finanziare le scuole private oppure rischiare di non riuscire ad assicurare i servizi fondamentali che per legge sono tenuti a dare.

Qui ed ora bisogna scegliere. Ma per fare questo bisogna ribaltare con forza le granitiche certezze di chi mette sullo stesso piano scuola pubblica e scuola privata in ragione di una Legge, la 62/2000 del Ministro Berlinguer che ha sdoganato il concetto di sussidiarietà. Da qui il sistema integrato pubblico/privato nel quale i due soggetti, Lombardia docet, sono sullo stesso piano in concorrenza tra loro sul mercato, come è avvenuto per la sanità. Cioè la scuola come erogatrice di servizi e non più come organo costituzionale al pari del Parlamento o della Magistratura.

Anzi per loro bisogna riequilibrare il sistema alzando il livello dell’intervento del privato perché il pubblico, inteso come statale, è ancora troppo preponderante essendo più del 90% nel nostro paese.

Andrea Manzi

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